Mialuis, fatturato in crescita del 30% e nuova sede in zona Crimea

Il marchio di pelletteria torinese punta forte sul mercato estero. Le parole d'ordine sono semplicità, identità e vision

Cresce del 30% con ritmo costante dal 2014 il fatturato di Mialuis, il marchio di borse torinese ideato dall’architetto Mariaelena Mallone nel 2003. Un traguardo che può stupire solo chi non conosce la pazienza, la tenacia e la creatività di questo architetto che continua ad applicare in ogni sua creazione i criteri di semplicità, identità e visione che sono alla base del suo successo internazionale.

Oggi il mercato italiano rappresenta il 40% del fatturato – spiega Eugenio Cinellio, amministratore e business developer manager dell’impresa -. Per il resto noi ci rivolgiamo al mondo intero”. “Il tempo che oggi passo all’estero, infatti, è l’investimento più importante dell’anno – continua Mallone -. Di solito vado a Londra per studiare quali sono le tendenze del mercato perché lì in quattro giorni trovi il mondo sintetizzato. Brexit non mi preoccupa perché Londra avrà sempre dentro di sé il mondo. In questo contesto ho imparato che l’economia islamica ha un potenziale dieci volte superiore al mercato europeo”.

Ma quali sono le ragioni di quel successo di questo marchio torinese che recentemente ha inaugurato la nuova sede in zona Crimea? “La semplicità del design. Ho cominciato a disegnare borse partendo dall’idea di Bruno Munari che diceva che non si può progettare senza metodo. Un prodotto di qualsiasi tipo non può prescindere dall’originalità e dalla semplicità che sono una conseguenza di esercizio e studio”.

Osservando le borse e ascoltandola parlare non si può fare a meno di pensare alle forme del Barocco torinese: “E’ così. Le prime borse infatti sono state realizzate pensando al Borromini: adoro le linee morbide, non amo invece gli spigoli - ha spiegato scendendo nel dettaglio - . A questo ho poi aggiunto il fatto che le prime ricerche di mercato, per capire come indirizzare al meglio il prodotto, le ho fatte di persona parlando con la gente, girando per negozi, osservando, procedendo per piccoli passi ma in modo costante e inesorabile. Il mio orizzonte non è la prossima stagione della moda perché voglio realizzare un prodotto classico e intramontabile che non passa mai di moda”.

Mialuis dunque non è più solo una start-up ma una realtà imprenditoriale che punta forte anche sull’identità di genere. “Faccio parte di una generazione che è nata quando le donne per entrare nelle stanze dei bottoni dovevano rinunciare a qualcosa di sé, ad esempio a farsi una famiglia. Oggi invece avere un sindaco come Chiara Appendino, che è anche madre e moglie, è la dimostrazione che le cose sono cambiate ma non ancora abbastanza.

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Mi piacerebbe però vedere lo stesso rispetto di ruolo riconosciuto a Fassino. Per questo non sopporto di essere chiamata “Signora” sul posto di lavoro: io sono una professionista che fa l’architetto e il designer”. Vi siete dati un orizzonte di 20 anni, ma anche una forte impronta locale. Come vedete il futuro cittadino ? “Molto dipende dalla capacità di fare sistema – afferma Cinellio -. Iniziative come la Torino Fashion Week vanno studiate meglio attirando buyer, produttori di materie prime e qualche nome di eccellenza, sfruttando magari una collaborazione con gli enti istituzionali. In città abbiamo realtà di eccellenza che vanno oltre la moda, se si riesce a fare sistema si vince tutti insieme”.

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