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Immagine di repertorio

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Covid in Piemonte: prorogata la zona rossa a Cavour e in 7 comuni della val Vigezzo

In totale 23 comuni in zona rossa in Piemonte

La Regione Piemonte ha prorogato fino a venerdì 12 marzo la zona rossa attivata nel comune di Cavour, in provincia di Torino, e nei 7 comuni della Val Vigezzo nel Vco: Re, Craveggia, Villette, Toceno, Malesco, Santa Maria Maggiore e Druogno.

Riepilogo comuni in zona rossa in Piemonte

Prosegue la zona rossa anche per 12 comuni della Valle Po in provincia di Cuneo (Barge, Bagnolo Piemonte, Crissolo, Envie, Paesana, Gambasca, Revello, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Rifreddo, Sanfront), 2 comuni in provincia di Torino (Bricherasio e Scalenghe) e nel Vercellese per il comune di Crescentino, per un totale di 23 comuni in zona rossa in questo momento in Piemonte.

“In questi comuni –puntualizzano dalla Regione - è previsto anche il potenziamento del tracciamento attraverso i tamponi e la messa in priorità per la vaccinazione degli anziani over80 domiciliati in zona rossa”.

 Covid, Cavour 'zona rossa': in un video le disposizioni del sindaco Sergio Paschetta 

Scuole, accesso alle attività commerciali e aree gioco/sport e giardini pubblici: disposizioni

Nella serata di ieri, venerdì 5 marzo, la Regione Piemonte ha diffuso le nuove disposizioni (tutte valide fino al 20 marzo incluso) che riguardano la scuola, con potenziamento della didattica a distanza su tutto il territorio piemontese secondo due fasce di rischio a partire da lunedì 8 marzo, e il divieto di utilizzo delle aree attrezzate per gioco e sport, come ad esempio scivoli, altalene, campi di basket, aree skate, in aree pubbliche e all’interno di parchi e giardini pubblici (fatta salva la possibilità di fruizione da parte di soggetti con disabilità) a partire da martedì 9 marzo al fine di limitare la possibilità di occasioni di assembramento. 

Inoltre da oggi, sabato 6 marzo, l’accesso alle attività commerciali sarà consentito ad un solo componente per nucleo familiare (ad eccezione della necessità di recare con sé minori, disabili o anziani). "Inoltre si raccomanda fortemente per le attività di ristorazione la vendita con consegna a domicilio rispetto all’asporto" aggiungono dalla Regione.  

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