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Dal Politecnico lo studio per eliminare le cellule tumorali e prevenire le recidive

Grazie alle nanotecnologie

Uno studio del Politecnico per combattere le cellule tumorali circolanti nel sangue e ridurre le recidive. Il progetto - "XtraUS - Fighting cancer relapse with remote activation of smart and targeted nanoconstructs" - è stato proposto dalla professoressa Valentina Cauda del Dipartimento di Scienza applicata e Tecnologia e ha ottenuto un finanziamento di 150mila euro, aggiudicandosi il prestigioso riconoscimento europeo Erc Proof of concept, volto a finanziare lo sviluppo di tecnologie che possano diventare prototipi da immettere sul mercato.

Ctc difficili da individuare

Spesso, quando la fase conclamata di un tumore si risolve con la regressione della malattia e il paziente viene considerato guarito, rimane però il timore della recidiva, una patologia che ha purtroppo una certa incidenza. Le Ctc nel flusso sanguigno - che però sono presenti in minima parte e sono difficili da individuare - hanno un ruolo chiave nella progressione del cancro pertanto la loro eliminazione è fondamentale per la prevenzione delle recidive. 

XtraUS prevede proprio il progetto e la prototipazione di una tecnologia, da abbinare ad un sistema di circolazione sanguigna extracorporea, nel corso della quale un’innovativa nanoparticella reattiva a vari stimoli, mirata contro la Ctc e non immunogenica, viene attivata a distanza contro le cellule tumorali circolanti nel sangue. Si tratta quindi di un approccio personalizzato sulle cellule da eliminare, riducendo i danni collaterali alle altre cellule del sangue e ai tessuti sani del corpo del paziente.

Tumori del tratto colonrettale

Il progetto nello specifico si rivolge ai tumori del tratto colonrettale, noti per sviluppare recidiva in molti casi, e a sviluppare la tecnologia prima con test in vitro e poi in vivo su animali da laboratorio. Per progredire anche dal punto di vista del trasferimento tecnologico, si avvarrà anche delle competenze dell’incubatore di imprese I3P del Politecnico di Torino.

“Con questa tecnologia - commenta Valentina Cauda -, miriamo ad un importante avanzamento dei trattamenti convenzionali delle CTC nel flusso sanguigno, proponendo un trattamento più efficace e più sicuro per combattere la ricaduta del cancro e la diffusione delle metastasi rispetto a quelli attuali. L’idea di fondo è che bisogna rendere permanente ed efficace il primo trattamento offerto ai pazienti per la loro malattia tumorale primaria, evitando la ricaduta del cancro e riducendo anche tutti i costi associati. Inoltre - conclude -, XtraUS è una tecnologia versatile, con potenziali applicazioni anche su molte altre malattie, con enormi impatti sociali ed economici sulla salute pubblica”.

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