23 chiese “a porte aperte” tutto l’anno con un’app: come funzionano le visite in autonomia

Progetto ideato dalla Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici e dalla Fondazione CRT che lo sostiene

 La porta della Chiesa si apre automaticamente con lo smartphone, il visitatore entra e viene guidato dalla narrazione storica-artistica-devozionale multimediale in italiano, inglese, francese. Da inizio agosto 23 chiese e cappelle in Piemonte e Valle d’Aosta possono essere visitate autonomamente e in condizioni di totale sicurezza 365 giorni l’anno con la app “Chiese a porte aperte”: una modalità tecnologica innovativa, unica in Europa, sostenuta da Fondazione CRT e coordinata dalla Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici, per ampliare le opportunità di accesso alle testimonianze d’arte sacra sul territorio.

Una volta scaricata sul proprio cellulare l’app (per dispositivi iOS e Android), è sufficiente registrarsi e prenotare la visita gratuita: giunti sul posto nell’orario selezionato, basta inquadrare un QR code per aprire la porta della Chiesa e far partire la “voce narrante”, abbinata a un sistema di illuminazione dei dettagli artistici come affreschi e capitelli. Al termine della visita, la porta dell’edificio si chiude automaticamente. In linea con le disposizioni sanitarie di contrasto al Covid-19, l’ingresso nelle cappelle è consentito nel numero massimo di 5 persone per volta. All’ingresso di ogni bene sono collocati dispenser con disinfettante.

“Nella pandemia e nelle sue conseguenze nell’economia – dichiara Monsignor Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo e delegato per i beni culturali del Piemonte e della Valle d’Aosta – la grande fatica è nel mantenere la fiducia. La bellezza è un aiuto per credere nella vita: per questo è importante che il progetto Chiese a porte aperte continui e cresca. Un’esperienza nella bellezza per uscire più fiduciosi”.

Con la Fase 3, il sistema delle aperture automatizzate è disponibile in 23 Chiese, di cui 10 “new entry”: Cappella di Santa Maria di Vespiolla a Baldissero Canavese (Torino); Chiesa di Santo Stefano di Sessano a Chiaverano (Torino); Cappella della Madonna del Boschetto a Frossasco (Torino); Chiesa di San Felice a Cinaglio (Asti); Chiesa di San Lorenzo a Montiglio Monferrato (Asti); Cappella di San Maurizio a Roccaforte Mondovì (Cuneo); Chiesa di Santa Croce a Mondovì Piazza (Cuneo); Confraternita Santo Spirito a Castagnito (Cuneo), Confraternita di San Bernardino a Monteu Roero (Cuneo); Cappella di San Michele a Marseiller, Verrayes (Aosta).

Questi luoghi si aggiungono ai 13 beni su cui la app è stata sperimentata con successo nell’ultimo anno, con 5.000 visite: Cappella di San Sebastiano a Giaveno (Torino); Cappella di San Giulio a Lemie di Lanzo (Torino); Cappella di San Sisto a Bardonecchia Melezet e Cappella di Notre Dame de Coignet (situata in quota, a circa 1.400 metri, sulle piste da sci) a Bardonecchia Les Arnauds (Torino); Cappella di Sant’Andrea delle Ramats a Chiomonte (Torino); Cappella di San Bernardino a Lusernetta (Torino); Chiesa di Santa Maria di Missione a Villafranca Piemonte (Torino); Cappella di San Bernardo di Aosta a Piozzo (Cuneo); Chiesa di San Salvatore a Macra (Cuneo); Oratorio di San Michele a Serravalle Langhe (Cuneo); Cappella di San Rocco a Mombarcaro (Cuneo); Santuario di Nostra Signora del Tavoleto a Sommariva Perno (Cuneo); Confraternita di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba (Cuneo).

“Fondazione CRT rilancia la scommessa e l’investimento nel mix tra arte, cultura, religiosità e tecnologia – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Questa app è una preziosa alleata della cultura, uno strumento di valorizzazione del territorio, tanto più importante in questa Fase 3, che vede prevalere un turismo di prossimità e un prudente distanziamento. I visitatori possono tornare finalmente a ‘respirare bellezza’, entrando in tutta sicurezza in beni spesso poco conosciuti, privi di presidio umano e in zone difficili da raggiungere: luoghi ricchi di arte e storia, capaci di generare inclusione sociale, recuperati, messi in rete e inseriti in percorsi più ampi di wellness culturale e spirituale, grazie al più ampio progetto ‘Città e Cattedrali’ della Fondazione CRT”.

 
 

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