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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Approvati i vaccini anticovid per i bimbi dai 5 agli 11 anni, ma non c'è nessun obbligo: le cose da sapere

Comirnaty, di Pfizer-BioNtech, verrà iniettato in dosi 'light'

Anche in Italia è arrivato il via libera per le vaccinazioni anti covid ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. L'ok dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è di ieri, dopo il parere positivo, lo scorso 25 novembre dell'Agenzia europea del farmaco (Ema), confermando come i benefici del vaccino superino ampiamente i rischi e "non si evidenzino al momento segnali di allerta in termini di sicurezza". Certo sono tanti i dubbi dei genitori tra i quali l'opinione diffusa è che la sperimentazione del vaccino sia stata troppo breve. A seguire pertanto, alcune risposte che possono essere utili.

Nessun obbligo in Italia

Ma attenzione, il via libera ai vaccini per i bambini di questa fascia d'età, non significa, almeno in Italia, nessun obbligo: "Non ci sarà alcun obbligo di vaccino né di Green pass per gli under 12enni - ha spiegato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute -. Sarà una vaccinazione volontaria. Dobbiamo instaurare un dialogo con le famiglie e la posizione della Società italiana di pediatria credo sia un contributo positivo importante nel veicolare l'importanza del vaccino ai più piccoli".

Quale vaccino sarà iniettato?

I bambini saranno vaccinati con Comirnaty, il vaccino di Pfizer-BioNtech che verrà iniettato in dose inferiore rispetto agli over 12. Come per le altre categorie, il siero sarà inoculato con due iniezioni nel braccio in formulazione specifica e una terza dose, a distanza di tre settimane una dall'altra. La vaccinazione anti covid per i soggetti in fascia pediatrica tra i 5 e gli 11 anni sarà effettuata "negli Hub vaccinali esistenti, dove verranno allestiti percorsi dedicati, ma pensiamo di utilizzare tutte le risorse disponibili se ve ne è la fattibilità: apriremo quindi anche ai medici pediatri e alle farmacie", ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, Pierpalo Sileri. I vaccini saranno disponibili nell'Unione Europea, come ha annunciato la presidente Ursula von der Leyen, dal 13 dicembre, ma in Italia la campagna vaccinale per la fascia pediatrica 5-11 anni prenderà il via il 23 dicembre. 

Gli effetti indesiderati: quali possono essere

Gli effetti indesiderati del vaccino nei bambini in questa fascia d'età sono generalmente gli stessi che possono accusare gli adulti o comunque gli over 12: dolore al braccio, arrossameno o gonfiore del sito di inizione, stanchezza, mal di testa e qualche linea di febbre. Ma si tratta di effetti lievi o moderati e spariscono nel giro di due-tre giorni dal momento della vaccinazione.

L'alta efficacia e i benefici

Lo studio del vaccino sulla popolazione 5-11 anni ha mostrato, secondo il Cts (Comitato Tecnico Scientifico) dell'Aifa "un'efficacia nella riduzione delle infezioni sintomatiche da Sars-CoV-2 pari al 90,7% rispetto al placebo e la non-inferiorità della risposta immunologica rispetto a quanto osservato nella popolazione 16-25 anni". Il Cts inoltre osserva che "sebbene l'infezione da Sars-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva".

Senza dimenticare che "la vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età"

Il sì dei pediatri e l'appello dei presidi

E anche i pediatri italiani danno la loro approvazione al vaccino per la fascia 5-11 anni, poichè in grado "di prevenire casi severi, sia pur rari, dovuti direttamente al virus o alle sue complicanze infiammatorie, di ridurre disagi per gli stessi bambini e alle loro famiglie e di aumentare in generale i loro gradi di libertà. La raccomandazione è ancora più forte se il bambino soffre di patologie croniche, e se convive o ha contatti stretti con adulti anziani o fragili". Sottolineano inoltre che "le controindicazioni sono rarissime e riguardano soggetti con malattie immunomediate. In questi casi è opportuno rivolgersi agli specialisti che seguono il bambino".

Un appello ai genitori a vaccinare i bambini arriva anche dai presidi delle scuole. Sul totale delle classi in Dad, il 60-70% è alle elementari. 

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