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La storia di Alessio, vaccinato che non riesce a ottenere il green pass: "Io nel limbo della burocrazia"

Per tre anni ha lavorato in Repubblica Dominicana

Immagine di repertorio

È rimasto incagliato in una vera e propria ragnatela burocratica dalla quale da oltre un mese non riesce a uscire. Alessio è un ragazzo torinese che ha passato gli ultimi tre anni della sua vita in Repubblica Dominicana dove ha preso parte a un progetto internazionale. Lì ha vissuto l'esplosione della pandemia e i primi mesi di emergenza; lì si è anche vaccinato, ma quando è tornato in Italia ha scoperto che il suo vaccino non gli consente di ottenere il green pass. 

"Io ho vissuto tre anni in Repubblica Dominicana dove facevo parte di un progetto internazionale legato all'educazione pubblica", racconta Alessio P., "Sono un architetto e lì insegnavo ingegneria. Anche in Italia mi sono occupato di progettazione partecipata e rigenerazione urbana". Finita l'esperienza all'estero decide di tornare in Italia.  

"Sarei dovuto tornare in Italia già a novembre del 2019, ma ho rinviato il mio ritorno vista la situazione epidemiologica ancora complessa. L'ho fatto per non correre rischi con i miei familiari, mi è sembrata la scelta più giusta da fare", continua, "Sono tornato in Italia il 19 luglio ed è da quel momento che ho iniziato a fare i conti con la burocrazia per ottenere il green pass". 

Alessio infatti il suo ciclo vaccinale in Repubblica Dominicana lo aveva completato: "Io mi sono vaccinato con il Sinovac, il vaccino cinese. Ho fatto il ciclo completo con le due dosi che ho terminato a marzo di quest'anno. Prima di rientrare in Italia ho anche effettuato una dose di Pfizer, che era consigliata dai medici perché così facendo si mischiavano i due vaccini, il primo di vecchia generazione con l'ultimo di nuova, avendo così una copertura ancora maggiore". Tutto questo però non è ancora bastato. 

"L'Italia non accetta il Sinovac e io sono entrato nel limbo della burocrazia italiana. Mi hanno dato numerosi numeri di telefono da chiamare e mail alle quali scrivere, o non mi rispondono o le mail tornano indietro", racconta l'architetto torinese, "Tanti dottori mi hanno detto che sono più che coperto a livello di anticorpi, ma sono in un limbo che non mi permette di ottenere il green pass. Un paraddosso se si guarda all'estero perché i miei colleghi spagnoli solo con il vaccino Sinovac hanno ottenuto il green pass e possono entrare in Italia. Io ho fatto il ciclo completo con il vaccino Sinovac, poi ho fatto una dose di Pfizer e adesso devo capire se devo farne una seconda o se mi daranno il green pass". 

Alessio dunque nonostante sia già vaccinato, è in Italia da oltre un mese e non ha ancora il green pass che è diventato obbligatorio il 5 di agosto: "È una gestione molto caotica, cosa che dopo un anno e mezzo di pandemia non dovrebbe essere. C'è stato un continuo scarica barile, è stato un rimbalzare continuo". 

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