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Ritorno a scuola in Piemonte: ingressi e uscite scaglionati per alleggerire i trasporti

L'assessore Gabusi: "Diversamente servirebbero mezzi in più, che non ci sono"

Mentre il Governo cerca di porre un freno ai contagi in questo periodo di festività, uno dei problemi principali è cercare di far ripartire tutte le scuole in sicurezza già dal 7 gennaio. E indubbiamente per diminuire il rischio della diffusione del virus, anche a detta dei dirigenti scolastici che in questo periodo, negli edifici, si arrovellano sulla questione "spazi", bisogna agire sui trasporti. 

"Per assicurare un trasporto in sicurezza - ha detto l'assessore regionale Marco Gabusi in Consiglio -, è necessario scaglionare gli orari di entrata nelle scuole tra le 8 e le 10 e di uscita tra le 14 e le 16. In questo modo i mezzi possono fare due giri e garantire il trasporto di tutti gli studenti, secondo i distanziamenti previsti dalle linee guida ministeriali”. 

"Indispensabile scaglionare" 

C'è chi però protesta sulla possibilità di mettere in atto questa opzione: posticipare l'uscita da scuola per gli studenti di alcuni istituti superiori, significherebbe obbligarli a un rientro a casa quasi serale, con meno ore da dedicare seriamente allo studio. Senza contare che dopo un certo orario la loro presenza sui mezzi si andrebbe a sommare a quella dei lavoratori che per esempio escono dagli uffici. Tuttavia lo scaglionamento delle corse sembra essere una delle soluzioni più quotate per ovviare al problema dell'affollamento nelle ore di punta. 

“Diversamente – ha aggiunto l'assessore ai Trasporti  – per mantenere i carichi di trasporto corretti servirebbero, in circolazione, 100 mezzi in più a Torino e 60-70 negli altri capoluoghi. Mezzi che non ci sono e con i quali si rischierebbe di bloccare completamente il traffico nei centri cittadini”. Importante anche, secondo l'assessore, è - nel trasporto - il mantenimento degli stessi gruppi di studenti, questo per "favorire il tracciamento e riempire in modo corretto tutti i mezzi". Senza contare la necessità di ampliare i luoghi di discesa e salita dai bus, dove c'è più possibilità che si creino assembramenti.

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