Piemonte, il trasporto pubblico non tornerà come prima: dalla fase 3 alla "nuova normalità"

Aziende e scuole protagonisti della riorganizzazione del trasporto post emergenza. Sistemi tariffari e programmazioni ormai superati vengono ridisegnati partendo dal dialogo con il territorio e dalle nuove necessità

Immagine di repertorio

Con il Coronavirus è cambia la società, è cambiata la mobilità e di conseguenza deve cambiare anche il trasporto pubblico. Lo sa bene la Regione Piemonte e il suo assessore ai Trasporti Marco Gabusi: “Non vogliamo arrivare all’ultimo momento, ma fare tutto ciò che è nelle possibilità della Regione Piemonte per organizzare un sistema di trasporto pubblico locale realmente rispondente alle nuove necessità dell’utenza. La domanda sta cambiando: la stiamo analizzando per ridisegnare l’offerta sulle necessità delle aziende, dei lavoratori e delle scuole”.

Ridisegnare la mobilità diventa non solo una risposta alla situazione emergenziale, ma una necessità di intervenire guardando al futuro, con o senza emergenze sanitarie. Per questo il Trasporto Pubblico piemontese riparte dalla consapevolezza che difficilmente sarà come prima e che dovrà interfacciarsi con il tessuto industriale e imprenditoriale e con il sistema scolastico per aprire un dialogo e rispondere ai bisogni degli utenti. 

Il primo passo è stato l’istituzione, già durante l’emergenza, di un Gruppo Tecnico di Lavoro che ha elaborato un questionario che sarà inviato alle aziende per capire quali siano gli scenari organizzativi per i lavoratori, i termini di flessibilità degli orari e dei turni, le quote di smart working, il grado di collaborazione e di coinvolgimento delle organizzazioni aziendali. “Lo stesso viene fatto con le scuole, con le quali martedì abbiamo già avviato il lavoro - sottolinea l’Assessore Gabusi.

 “Crediamo – evidenzia la presidente dell’Agenzia della mobilità piemontese Licia Nigrogno – nel potere del dialogo con i protagonisti del cambiamento di paradigma che stiamo vivendo. Stiamo realizzando un’offerta ‘adattativa’, che andrà di pari passo con le variazioni delle abitudini lavorative e sociali che si verificheranno”.

Tra gli elementi che saranno analizzati ci saranno le variazioni di utilizzo degli abbonamenti ai servizi. “Sappiamo – spiega l’Assessore Gabusi - che non tutti gli abbonamenti saranno rinnovati e che la domanda di trasporto pubblico diminuirà in funzione delle quote di smart working che saranno mantenute. Ci saranno meno passeggeri e in orari diversi. Chiaramente questo imporrà un cambiamento di orari e di mezzi”.
 

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