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Alle Molinette il primo intervento di trapianto di organi prelevati da una paziente morta d'infarto

Trapiantati reni, fegato, polmoni

Appena è stata dichiarata la morte, per arresto cardiaco, la famiglia di quella donna ha espresso il desiderio - come da sue volontà - di donare gli organi a persone in lista d'attesa.

E l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino si è reso protagonista di un eccezionale intervento chirurgico. Per la prima vota, si è trattato di un trapianto di organi prelevati e rigenerati da un donatore “a cuore fermo”.

Polmoni, fegato e reni, attraverso apposite macchine, sono stati prelevati, controllati e rigenerati, prima di essere poi trapiantati a diversi pazienti. 

Proprio il trapianto del polmone di questa donatrice rappresenta un altro traguardo raggiunto dall’ospedale Molinette che, per la prima volta, ha identificato, mantenuto e trapiantato un polmone nell’ambito di una donazione multiorgano da donatore “a cuore fermo non controllato” . 

“Il numero di potenziali donatori a cuore fermo è molto elevato, e se anche solo una quota di essi venisse segnalata negli ospedali, questo si tradurrebbe in un aumento consistente degli organi trapiantabili e di conseguenza in una riduzione delle liste d'attesa. Quanto realizzato dall'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino - e sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti piemontese - è frutto di un esemplare impegno organizzativo che dobbiamo estendere all'intera Rete trapiantologica nazionale. Già nel 2018 i trapianti da donatore a cuore fermo in Italia sono aumentati del 46,9% rispetto al 2017 passando da 32 a 47, l'obiettivo è continuare a crescere esponenzialmente”, spiega il dottor Massimo Cardillo, direttore del Centro Nazionale Trapianti.

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