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Torino, a Palazzo Civico bandiere a mezz'asta per l'ambasciatore e il carabiniere morti in Congo

La sindaca Appendino ha espresso "sgomento e la vicinanza propria e di tutta la comunità torinese ai familiari delle vittime, all’Arma dei Carabinieri e al corpo diplomatico del nostro Paese"

Torino ricorda l'ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabinieri della sua scorta, Vittorio Iacovacci che hanno perso la vita, vittime di un attentato, nella Repubblica Democratica del Congo. A Palazzo di Città oggi le bandiere saranno infatti a mezz'asta per onorare la loro memoria. Il capoluogo piemontese si unisce così agli altri Comuni italiani che hanno risposto all’appello dell’Anci di “manifestare insieme, come un’unica comunità, la nostra partecipazione alle famiglie che hanno perso i loro cari e la nostra appartenenza al Paese del quale Attanasio e Iacovacci erano leali servitori.”

La sindaca Chiara Appendino esprime “sgomento per quanto accaduto ieri nella Repubblica Democratica del Congo e la vicinanza propria e di tutta la comunità torinese ai familiari delle vittime, all’Arma dei Carabinieri e al corpo diplomatico del nostro Paese.”

La dinamica

E' stata un'imboscata in piena regola, probabilmente a scopo di sequestro, quella in cui sono rimasti uccisi i due italiani. Attanasio, Iacovacci e il loro autista congolese, Mustapha Milambo, hanno perso la vita in un agguato mentre viaggiavano a bordo di un'auto dell'Onu nel Nord Kivu, da anni teatro di violenti scontri tra le milizie che si contendono il controllo del territorio e delle sue risorse naturali. Il diplomatico italiano, 43 anni, avrebbe dovuto visitare un programma di distribuzione di cibo nelle scuole dell'agenzia dell'Onu, fresca di Nobel per la pace. Ma a destinazione non ci è mai arrivato. Le due auto sono state fermate a circa 15 km da Goma, nei pressi di Nyiaragongo, da un commando di 6 persone che ha aperto il fuoco, prima sparando in aria, poi uccidendo l'autista.

Secondo le prime ricostruzioni gli assalitori hanno portato il diplomatico e il carabiniere di soli 31 anni della scorta nella foresta e con l'arrivo di una pattuglia di ranger e di forze dell'esercito locale, è esploso un conflitto a fuoco. Gli aggressori dapprima hanno ucciso Iacovacci e in seguito anche Attanasio è stato colpito dagli spari. Il corpo esanime dell'ambasciatore, ferito all'addome, è stato caricato su un pick-up dai primi soccorritori, per poi essere trasferito all'ospedale di Goma.

Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), ribelli di etnia Hutu conosciuti per il genocidio in Ruanda del 1994, che hanno stabilito la loro roccaforte nell'area dell'agguato, mentre l'Italia chiede un rapporto dettagliato alle Nazioni Unite. Attanasio lascia la moglie e tre bambine piccole. 

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