Sabato, 25 Settembre 2021
Attualità Centro / Piazzale Valdo Fusi

Torino, il Toret 'sovrappeso' non piace proprio. Polemica in consiglio comunale: "Rispetto per i simboli"

Si tratta di un'installazione artistica

'Toh', il Toret gigante dell'artista Nicola Russo, arriva in Sala Rossa. A portarlo tra i banchi del consiglio comunale è stato Silvio Magliano dei Moderati che ha chiesto "rispetto per i simboli cittadini". 

Se l'obiettivo era quello di fare discutere, l'artista è sicuramente riuscito nel suo intento. Dal 23 giugno, giorno in cui le tre installazioni artistiche sono state posizionate nei tre punti selezionati della città, i torinesi continuano a schierarsi a favore o contro la rappresentazione che Nicola Russo ha voluto proporre del toret, uno dei simboli di Torino. 

Qualcuno pochi giorni dopo il posizionamento del toret gigante in Piazza Arbarello lo aveva addirittura vandalizzato. In quell'occasione l'artista aveva commentato dicendo: "Anche questo fa parte del dialogo che ha iniziato l’opera con la città". Chissà se Nicola Russo si aspettava che le sue opere facessero discutere a tal punto da arrivare addirittura a essere oggetto di discussione tra i banchi del consiglio comunale. 

"Volutamente, sia nella stesura della mia interpellanza sia nella sua discussione in Sala Rossa, non sono entrato nel merito della qualità artistica delle tre opere. Ho invece sottolineato come questi tre Toret 'oversize' rappresentino una scelta precisa nella rappresentazione di uno dei simboli della nostra città", spiega Silvio Magliano in una nota e poi si concentra sull'iter burocratico che ha portato all'installazione artistica. Magliano infatti evidenzia come non ci sia stato "alcun concorso di idee o alcuna valutazione da parte di una Commissione preposta" e che "altri artisti torinesi hanno dovuto affrontare iter molto più complessi prima di vedere una propria opera esposta in uno spazio cittadino". 

Il Toret 'oversize' dunque non piace e viene spontaneo domandarsi perché abbia sollevato così tante contestazioni. In fondo di versioni del simbolo di Torino ne sono state fatte tante e alcune anche bizzarre. In ogni caso quel dialogo tra il Toret gigante e la città sembra essere ancora aperto e, come diceva qualcuno, "non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli". Anche perché le tre opere esposte in piazzale Valdo Fusi, via Lagrange 31 e piazza Arbarello verranno poi messe all’asta e parte del ricavato andrà alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

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