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Avvocatesse torinesi troppo social. L'appello: "Nessun procedimento disciplinare da parte dell'Ordine"

Così Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere penali del diritto europeo ed internazionale

"Mi auguro vivamente che il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Torino ritorni sui propri passi e che non si attivi alcun procedimento disciplinare a carico delle colleghe Cau e Demichelis, alle quali esprimiamo vicinanza e solidarietà. Purtroppo, l’Italia vive uno dei momenti più pericolosi della sua storia: il sistema ha varcato il perimetro della democrazia".

Si esprime così Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere penali del diritto europeo ed internazionale, sulla vicenda delle avvocatesse Federica Cau e Alessandra Demichelis, che attraverso il social Instagram, in questi giorni, hanno creato il profilo "dc_legalshow", dove raccontano la loro vita professionale e non solo. Come? Attraverso fotografie di cene, terme, regali, momenti di relax: "Due avvocatesse, una città magica, la loro vita, i mondo legale…Lo show legale diventerà realtà”, spiegano.

Per Tirelli, "Bisogna mettere fine all’attuale sistema di giudizio delle condotte professionali in capo a collegi di colleghi privi di ogni terzietà. La maggior parte delle procedure disciplinari è frutto di lotte intestine tra professionisti, chi ha la peggio sono i colleghi senza santi in paradiso. Molte volte gli esposti disciplinari dei clienti sono fomentati da colleghi che non vedono l’ora di strappare un nuovo caso, in un clima di concorrenza spietata. I principi di lealtà, colleganza, probità sono di amplissima interpretazione, per cui si finisce spesso a mettere in pratica la vecchia regola per cui la legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici. La nostra associazione è per l'abolizione dei Consigli di disciplina, l’avvocato risponda del proprio operato davanti al Giudice civile o penale come tutti. Le colleghe hanno tutto il diritto di esprimere la loro personalità, la loro femminilità e la loro visione professionale senza che questo intacchi la professionalità e la serietà. Un Ordine non può comprimere la libertà di un individuo. Noi vogliamo una società in cui lo Stato e gli organismi non svolgano una funzione di insegnamento paternalistico dell'etica individualistica. Non ho remore a sostenere che questo modello è figlio della peggiore visione illiberale. Voglio ricordare che l’avvocato non è il sacerdote di una liturgia mistica ma un soggetto che svolge una mera funzione tecnica nell’interesse del suo cliente".

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