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Covid in Piemonte, si teme per la terza ondata: "A rischio il sistema di tracciamento dei contagi"

Tra i motivi, l'assenza di un sistema informativo unico regionale e la carenza d’organico

I contagi aumentano in Piemonte, così come i ricoveri in terapia intensiva e secondo gli esperti, è probabile ormai l'arrivo della terza ondata dell'epidemia. Il tasso di crescita negli ultimi quattro giorni corrisponde allo stesso che a novembre aveva portato alla seconda ondata. Dunque non mancano le preoccupazioni: in caso di un aumento esponenziale dei casi, nella nostra regione potrebbe infatti saltare il sistema di tracciamento dei contagi. Tra i motivi, l'assenza di un sistema informativo unico regionale e la carenza d’organico medico-infermieristico: questi i nodi critici legati alla gestione dell’emergenza covid emersi nell’audizione dei responsabili dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) delle ASL Città di Torino, TO 3, TO 4 e TO 5 al Gruppo di lavoro della quarta Commissione, presieduto da Daniele Valle. 

I timori

“In caso di una terza ondata e di un aumento esponenziale dei casi di positività, la nostra preoccupazione è che salti il contact tracing - hanno detto - e si generino ritardi rispetto alla presa in carico dei positivi da parte dei Sisp. Al tracciamento si sono aggiunte le vaccinazioni, che sono ora la priorità, senza dimenticare che parallelamente i Sisp continuano a svolgere tutta l’attività di vaccinazioni tradizionali e per tenere il passo servono risorse umane adeguate, sia in termini numerici che di formazione professionale”.

Rispetto alla prima ondata della pandemia, è stata rilevata una generale implementazione dei sevizi, grazie a riassetti organizzativi interni e si è rinsaldata la collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri. Con questi ultimi sono stati istituiti tavoli di confronto sulle questioni via via emergenti. La consigliera Monica Canalis (Pd) e il presidente Valle hanno posto alcune domande sulla carenza di organico, le scadenze contrattuali del personale assunto con contratti a termine e la futura nascita di un’Asl Zero, per capire se potrebbe essere efficace centralizzare anche alcuni dei servizi svolti dai Sisp.

Per ora è atteso un passaggio del Piemonte in zona arancione. Si attende però conferma, in giornata, dal consueto report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità.

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