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Tamponi in Piemonte, l'Istituto Superiore di Sanità certifica la regolarità e spegne la polemica

La nota: "Il decreto del 30 aprile non prevede una specifica circa la tipologia di tampone"

L'Istituto Superiore di Sanità ha certificato la regolarità dei tamponi comunicati dal Piemonte. Si placa così la polemica montata nei giorni scorsi in seguito alla cancellazione, da parte del Ministero, dal conteggio complessivo di oltre 200mila test molecolari effettuati nella Regione nelle scorse settimane. 

La nota dell'ISS

L’assessore Icardi, con la direttrice del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia (Seremi) Chiara Pasqualini e il direttore della Sanità Fabio Aimar, ha ribadito che il comportamento del Piemonte nella gestione e nella trasmissione dei dati al Ministero della Salute, da inizio pandemia a oggi, è stato “di assoluta correttezza", illustrando alla Commissione i documenti dell'Istituto superiore di Sanità che certificano il tutto con una nota. "Il Decreto del 30 aprile (richiamando il Dpcm del 26 aprile) - scrivono dall’Istituto superiore di Sanità - non prevede una specifica circa la tipologia di tampone”, includendo quindi per la valutazione sia i test molecolari che quelli antigenici.

Nessuna anomalia, quindi, nella trasmissione dei dati, né tantomeno sulla definizione degli scenari che nelle scorse settimane hanno sancito il passaggio del Piemonte prima in zona arancione e poi in zona gialla. L’argomento verrà ulteriormente approfondito nella seduta di oggi, 22 dicembre, del Consiglio regionale attraverso la risposta a interrogazioni e interpellanze presentate dalle minoranze sul tema.

"Allarmismi inutili"

"La Regione - sottolinea l’assessore alla Sanità Luigi  Genesio Icardi - è sempre stata cosciente della regolarità del proprio operato e di quello dei suoi tecnici. Sapevamo di aver agito non solo correttamente, ma anche con grande attenzione e serietà, notificando tutti i casi positivi confermati sul nostro territorio per avere una fotografia della situazione il più possibile puntuale e veritiera. Ora lo certifica anche l’Istituto Superiore di Sanità mettendo fine a polemiche sterili e infondate - prosegue -, che non solo mancano di rispetto a chi con professionalità e impegno enorme è ininterrottamente al lavoro da dieci mesi per raccogliere, analizzare e trasmettere i dati che descrivono l’andamento dell’epidemia sul nostro territorio. Ma generano soprattutto, allarme sociale e questo in una situazione d’emergenza è estremamente grave". 

"Il Piemonte in questi mesi ha fatto uno sforzo enorme per potenziare la propria capacità di fare tamponi - ha aggiunto l’assessore alla Ricerca Covid Matteo Marnati -. Siamo passati dai 2 laboratori di fine febbraio ai 32 di oggi e nei prossimi giorni attiveremo un nuovo bando da 10 milioni di euro per continuare a sviluppare il nostro sistema di ricerca sul covid. Abbiamo più di 70 hotspot, 21 dei quali dedicati ai test rapidi e siamo stati tra i primi a definire un piano strutturato per l’uso dei tamponi antigenici, con cui ad esempio monitoriamo ogni 15 giorni le oltre 700 Rsa del territorio. L’ISS - conclude -  ha certificato la nostra totale correttezza nella trasmissione dei dati e la regolarità dei Report settimanali che hanno definito gli scenari del Piemonte. A chi emette giudizi che creano allarme sociale evidenzio che, prima, sarebbe utile e saggio informarsi".


 

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