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Martedì, 30 Novembre 2021
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"I lemuri cantano e hanno il senso del ritmo": pubblicato lo studio dell'Università di Torino

Una caratteristica, quella del ritmo, per niente comune tra i mammiferi

Re Julien XIII, il lemure ballerino del film d'animazione Disney "Madagascar" e la sua passione per la musica non sono poi così lontani dalla realtà. L'uomo infatti, non è l'unico mammifero sulla Terra ad avere il senso del ritmo. Lo studio firmato dai ricercatori dell'Università di Torino, insieme all’ENES Lab di Saint-Etienne e all’Istituto Max Planck di Psicolinguistica di Nijmegen, ha rilevato che i 'canti' degli indri - la più grande specie di lemuri esistenti - possiedono categorie ritmiche simili a quelle della musica umana. Una scoperta eccezionale condotta in Madagascar e al contempo curiosa se si pensa che, mentre negli uccelli canori il senso del ritmo esiste, nei mammiferi invece è una caratteristica difficilissima da constatare. Lo studio - “Categorical rhythms in a singing primate” - è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology.

Un team di ricerca internazionale guidato dai ricercatori senior Marco Gamba dell'Università di Torino e Andrea Ravignani, del Max Planck Institute a Nijmegen, ha ricercato le abilità musicali nei primati. “C’è un interesse di lunga data nel cercare di capire come si è evoluta la musicalità umana - ha dichiarato Ravignani - ma questo tratto non è in realtà presente solo negli esseri umani. Cercare abilità musicali in altre specie ci permette sia di costruire un albero evolutivo di queste caratteristiche, sia di capire come le capacità ritmiche si sono originate ed evolute negli umani”.

Il lemure, un primate 'cantante'

Per capire se altri mammiferi, oltre all'uomo, possiedono il senso del ritmo, il team ha deciso di studiare uno dei pochi primati 'cantanti', il lemure Indri indri, al momento in pericolo di estinzione. I ricercatori torinesi, per 12 anni, hanno effettuato spedizioni nelle foreste pluviali del Madagascar, collaborando con un gruppo locale che si occupa della protezione e studio dei primati, registrando i canti di venti diversi gruppi di indri (39 animali in tutto) nel loro habitat naturale. Ogni membro di un gruppo famigliare di indri canta insieme agli altri in duetti e cori coordinati. Il team ha rilevato che questi canti possiedono effettivamente le due classiche categorie ritmiche - 1:1 e 1:2 -, insieme a un peculiare ritandando tipico di diverse tradizioni musicali. Inoltre, nonostante maschi e femmine cantino secondo tempi diversi, possiedono lo stesso ritmo.

Secondo la prima autrice Chiara De Gregorio e i suoi colleghi, questa è la prima evidenza della presenza di un “universale musicale” in un mammifero che non sia l’uomo. Perché un altro primate, oltre a noi, produce ritmi categorici che somigliano a quelli che caratterizzano la musica umana? Visto che l’ultimo antenato comune tra indri e umani risale a 77.5 milioni di anni fa, questa abilità potrebbe essersi evoluta in maniera indipendente tra specie “cantanti”. Il ritmo, infatti, potrebbe rendere più semplice non solo la produzione e il processamento dei canti, ma anche il loro apprendimento.

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