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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Piemonte, dieci studenti afghani potranno laurearsi grazie a Università di Torino ed Edisu

Oltre alle borse di studio, ospitalità e pasti gratuiti

Dieci studenti afghani potranno laurearsi in Piemonte grazie all'accordo tra Università di Torino ed Edisu (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario): “Unito for Afghan students at risk”. Il Consiglio di Amministrazione di Edisu ha approvato all’unanimità l’accordo con l’ateneo torinese per offrire a studenti e studentesse di nazionalità afghana la possibilità di intraprendere o proseguire il percorso universitario sul territorio regionale, con il pieno sostegno delle due istituzioni. 

In Afghanistan, diritti cancellati 

Dopo il disarmo dell’Afghanistan da parte delle truppe statunitensi lo scorso 30 agosto, seguito dal pieno assedio delle milizie talebane che hanno, di fatto, preso il controllo del paese e cancellato diritti e libertà acquisiti per donne e uomini, la situazione è andata fuori controllo.

Italia, Francia e Germania sono stati tra i primi paesi in Europa ad attivare corridoi umanitari per cercare di mettere in salvo la popolazione. 

Sostegno completo 

Il Sistema Universitario del Piemonte, così come è successo in altre regioni italiane, ha dimostrato sin da subito forte attenzione per la questione afghana. Dieci studenti riceveranno ospitalità gratuita fino al 30 settembre 2022 (attingendo alla quota dei posti letto dedicati all'ospitalità universitaria) nelle residenze di Edisu Piemonte, pasti quotidiani garantiti nelle mense dell’ente di via Madama Cristina, oltre alla borsa di studio erogata da Unito.

"Garantire il diritto di studio" 

“Abbiamo il dovere morale di fare tutto il nostro possibile per difendere e tutelare le studentesse e gli studenti dall’oppressione del regime - ha commentato Presidente di Edisu Piemonte Alessandro Ciro Sciretti - , dopo decenni di democrazia e libertà che sembravano ormai acquisiti per sempre. La nostra unica arma per cercare di contrastare questa tragica situazione è garantire, nei limiti del possibile, il diritto allo studio a giovani donne e giovani uomini che altrimenti non avrebbero altra chance per potersi salvare”.

In Italia sono oltre duecento gli studenti e le studentesse iscritti negli atenei della penisola e una buona parte studia a Torino. Le Università si sono mobilitate, con la collaborazione di Farnesina e Ministero degli Esteri, per permettere a chi è rimasto bloccato in patria di raggiungere l’Italia e proseguire negli studi. 

“L'Università di Torino - ha aggiunto Marcella Costa, Vice-Rettrice Vicaria per la didattica - persegue l'obiettivo di includere i giovani e le giovani che hanno visto svanire il loro futuro in seguito alla presa del potere da parte dei Talebani: in Unito potranno proseguire il percorso di formazione interrotto all'improvviso o iniziare gli studi universitari. Questa iniziativa fa parte di un percorso più ampio a favore di studentesse e studenti rifugiati e provenienti da paesi a rischio, che vede UniTo impegnata a realizzare molteplici azioni per un'università sempre più equa e inclusiva”.

È a favore dell'iniziativa anche Elena Chiorino, assessore regionale al Diritto allo Studio Universitario: "La tragedia che stanno vivendo le studentesse e gli studenti afghani è un dramma umanitario a cui si doveva rispondere con azioni concrete. Un’iniziativa unica sul territorio nazionale, di cui il Piemonte si fa promotore, a favore degli studenti afgani: oltre a dieci borse di studio, vitto e alloggio gratuiti fino a settembre - conclude - ritengo siano un supporto importante ed autentico a testimonianza di come siamo, e saremo sempre, al fianco di coloro che hanno visto stralciati i propri diritti nella propria terra d’origine".

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