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Covid, Silvio Viale verso l'immunità con la seconda dose di vaccino: "La terza ondata sarà più attenuata"

E sulla fine dell'epidemia aggiunge: "Il volume delle vaccinazioni non è adeguato: ci vorrà tempo"

A ricevere la sua seconda dose di vaccino anti covid, e quindi a fare un altro passo verso l'immunità dal virus, anche il ginecologo torinese e attivista radicale, Silvio Viale. "So di essere un privilegiato, anche un po' invidiato - scrive, pubblicando uno scatto della sua vaccinazione sui social -, perché ho il 95% probabilità di essere immune e, anche se dovessi contagiarmi, sarebbe in una forna meno grave. Inoltre non contagerò più nessuno. Ci vorranno mesi per raggiungere almeno un 20% di popolazione vaccinata che, sommata al 10-15% di popolazione immunizzata naturalmente, potrà permettere un margine di sicurezza maggiore per tutti, per quelli a basso rischio e, conseguentemente, per quelli ad alto rischio".

"Tagli ai rifornimenti? Polemica inutile"

Ma sottolinea che ci vorrà tempo, poichè la quantità delle somministrazioni non è sufficiente, indipendentemente dai tagli della Pfizer nei rifornimenti e, ancora una volta, sulla sua pagina Facebook, fa ipotesi sull'andamento dell'epidemia: "La terza ondata sarà più attenuata - scrive Viale -, indipendentemente dall'andamento vaccinale, e il contagio si eclisserà per l'estate, ricomparendo in una forma minimale in autunno. Sono ridicole le polemiche amplificate sui ritardi di consegna di alcune decine di migliaia di dosi, poiché il volume di vaccinazione continua ad essere inadeguato con tempi che saranno lunghi".

No alle chiusure

Viale inoltre ribadisce la sua contrarietà alle passate e attuali chiusure del governo e dice no a un eventuale "lockdown duro", di cui si parla ai vertici, per cercare di contenere i contagi: "Anche i più lucchettari dovrebbero rendersi conto che si deve riaprire tutto - conclude nel suo lungo post -. Nelle chiusure autunnali, compreso il lockdown natalizio, hanno già rinunciato alla durezza inutile di marzo-aprile, anche se l'idea di un duro lockdown nazionale continua a balenare in menti bacate. Sarebbe un ulteriore disastro che si aggiungerebbe a quelli già provocati".

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