Coronavirus, la mascherina per lo sport ideata dal Politecnico di Torino è già in produzione

Il dispositivo assicura comfort e alti livelli di respirabilità, anche durante l'attività più intensa

"Sherpa", la mascherina per lo sport

E' già in produzione e disponibile sul mercato "Sherpa", la mascherina per lo sport studiata e sviluppata dal Politecnico di Torino. Un dispositivo di sicurezza che potrebbe diventare utilissino, soprattutto in questo periodo, in cui l'attività sportiva - in particolare quella amatoriale - è nuovamente al centro di pesanti misure restrittive e in cui molti nomi noti del panorama sportivo nazionale sono risultati positivi al covid-19. Il progetto ha beneficiato della collaborazione con la materioteca MATto del Politecnico di Torino e della partnership con le aziende Stamperia Alicese di Cavaglià (Biella), che ha curato il confezionamento della maschera e la commercializza, Panatex di Montemurlo (Prato) che ha prodotto la struttura portante in tessuto 3D e il Centro di Ricerca della multinazionale UFI Filters di Ala (Trento), leader nella settore della filtrazione, per quanto riguarda il materiale filtrante sostituibile.

Alti livelli di respirabilità

In tempi brevissimi il team del Politecnico -  sostenuto anche dai fondi del Rotary Club Distretto 2031 - ha lavorato alla scelta dei materiali e ad un design in grado di assicurare comfort e livelli elevati di respirabilità. Le prestazioni della maschera sportiva sono state verificate grazie alla collaborazione con il laboratorio di “Tecnologia degli aerosol” del Politecnico di Torino. La maschera è prodotta in più taglie, in modo da poter essere utilizzata da atleti di ogni età, soprattutto non professionisti: questa categoria è numerosa, non è di fatto trattata dalla disciplina di tutela, è esclusa dai circuiti in cui il tampone viene effettuato di routine e, come tale, risulta particolarmente esposta ai rischi di contagio e di interruzione dell’attività.

Atleti in sicurezza

Il prodotto inoltre risponde ai requisiti previsti per le maschere sportive in termini di efficienza di filtrazione e resistenza respiratoria (riposo, attività moderata e intensa). In particolare è stata rilevata una respirabilità della mascherina che consente di inalare senza problemi fino a 200 L/min di aria, portata compatibile con la pratica degli sport più intensi, mantenendo un'efficienza di filtrazione adeguata, nel pieno rispetto della sicurezza degli atleti.

Anche le misure di attenuazione acustica, svolte nell’Applied Acoustics Lab del Politecnico di Torino, e in particolare in collaborazione con la professoressa Arianna Astolfi, responsabile del laboratorio, e la dottoressa Louena Shtrepi, hanno verificato che l'intellegibilità del parlato non viene compromessa dalla maschera e gli atleti possono continuare a comunicare efficacemente durante l'azione. Lo sviluppo della maschera è stato anche accompagnato da test in campo e test medici, coinvolgendo atleti di pallacanestro giovanile di diverse età.

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