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Sito di scorie nucleari, la Città Metropolitana e i sindaci chiedono più chiarezza alla Sogin

Il confronto con il territorio durerà solo un'ora: "Per caso la decisione è già stata presa?"

"Chiediamo aiuto e che vengano applicate le stesse regole del gioco per tutti". Così Marco Marocco, vicesindaco della Città Metropolitana, a margine dell'incontro con i Comuni, i Parlamentari e la Regione Piemonte relativamente alla trasparenza da parte di Sogin, sulla possibilità che sul territorio possa essere realizzato il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Due aree individuate: quella sull'area di Carmagnola e tra i comuni di Caluso, Mazzè e Rondissone. Entrambe considerate come "molto buone", quindi altamente probabili. Il Piemonte infatti - insieme a Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia - è una delle regioni più indicate allo scopo. Oltre alle due zone, che vanno a toccare quattro comuni, in provincia di Torino, ci sono anche le sei aree nell'Alessandrino, comprese fra Alessandria, Castelletto Monferrato, Quargnento, Fubine, Oviglio, Bosco Marengo, Frugarolo, Novi Ligure, Castelnuovo Bormida e Sezzadio.  

Poca chiarezza

La procedura di comunicazione che Sogin ha instaurato con gli amministratori - definita 'seminario', una sorta di lezioni online rivolta agli amministratori dei comuni interessati dal progetto - non va giù agli stessi che la considerano "calata dall'alto" e lamentano "poca chiarezza".  "Il tema è importante - spiega Ivana Gaveglio, sindaco di Carmagnola -: si parla di costruire un deposito di scorie sul territorio e di conservare materiale ad alta intensità per 50 o 60 anni sul nostro territorio. La procedura Sogin è molto simile a una serie di lezioni - va avanti la prima cittadina - che non ci aiutano a comprendere il motivo per cui la nostra area debba essere scelta. Abbiamo bisogno di un confronto serio visto anche che la probabilità che veniamo scelti è alta. Per questo sono già state raccolte 15mila firme e consegnate alla Commissione Ambiente. La nostra attenzione sull'argomento è costante e continua". 

La decisione è già stata presa?

Le risposte alle osservazioni e alle richieste di chiarimento che l’Ente di area vasta, i Comuni e l’intero territorio hanno presentato alla Sogin saranno fornite nell’incontro dedicato al Piemonte il 15 novembre prossimo. Il confronto sarà limitato e compresso in una sola ora, dalle 11,45 alle 12,45. Il timore degli amministratori della Città Metropolitana e degli amministratori comunali interessati è che questa modalità, insieme ai tempi contingentati del seminario, sia una semplice e dovuta formalità rispetto ad una scelta già avvenuta. Una decisione di cui i territori non sono stati assolutamente informati. 

Alessandro Giglio Vigna, deputato della Lega ha sottolineato l'impegno del Parlamento in questo senso: "Ieri ho fatto ll punto della situazione con i sindaci del territorio canavesano - ha dichiarato -. Che il comportamento di Sogin sia poco cristallino e vi sia poca disponibilità al dialogo, ormai è chiaro. Sottolineo però che i punti della mozione parlamentare spingono proprio sul fatto che il Piemonte venga estromesso da questa decisione in merito al sito nucleare". La risposta del vicesindaco della Città Metropolitana, Marocco: "La mozione parlamentare è stata molto apprezzata dai sindaci - ha commentato -. Ci aspettiamo che si concretizzi, rispetto a ciò di cui i territori interessati hanno bisogno". 

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