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Negozi aperti mezza giornata a Pasqua: due sigle sindacali proclamano lo sciopero

Per Filcams-Cgil quella della Regione Piemonte è una “scelta confusa e contraddittoria”

Immagine di repertorio

“Chi andrà a far compere la mattina di Pasqua?” e “a quale esigenza risponde un’apertura oraria di questo tipo?”. Se lo chiede Filcams-Cgil il giorno dopo l’ordinanza firmata dal Alberto Cirio, governatore del Piemonte, che  prevede la chiusura di tutti gli esercizi commerciali a partire dalle 13 di domenica 12 aprile fino alla mezzanotte di lunedì 13 aprile, ad eccezione di farmacie, parafarmacie e di tutti gli esercizi dedicati alla vendita esclusiva di prodotti sanitari.

“Al Presidente Cirio è mancato il coraggio di fare la scelta giusta, razionale ed utile, quella di disporre la chiusura totale degli esercizi commerciali per Pasqua e Pasquetta” afferma in una nota Filcams-Cgil che aggiunge: “Pare proprio che la Regione Piemonte, pur di non dar corso alle richieste sindacali di CGIL -CISL-UIL in merito alle necessità di ridurre il rischio contagio COVID 19 e di garantire il giusto riposo agli addetti dei supermercati abbia fatto una scelta incomprensibile”. Per la sigla sindacale in questo modo si incentivano solo le persone che, invece di rimanere a casa, “avranno la scusa giustificata” per uscire e fare un giretto senza incorrere in sanzioni, pur avendo avuto altri giorni utili per fare la spesa.

Facendo appello al bisogno di tutela, di sicurezza e di riposo delle lavoratrici e dei lavoratori che Filcams-Cgil e UilTucs rappresentano, le due sigle sindacali proclamano lo sciopero, su tutto il territorio regionale, delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio alimentare per domenica 12 aprile (Pasqua) fino alle 13. 

Fisascat Cisl Piemonte, Montagnini: “Noi non scioperiamo, accolte gran parte delle nostre richieste”

“Già nella giornata di ieri, subito dopo la firma dell’ordinanza del Presidente Cirio sulla chiusura parziale degli esercizi commerciali avevamo espresso le nostre perplessità sulla decisione di tenere aperti i punti vendita nella mattina di Pasqua. Dopo una attenta valutazione, riteniamo però, di non dover percorrere la strada dello sciopero perché le nostre iniziali richieste sono state in gran parte accolte”. Lo dichiara il segretario generale della Fisascat Cisl, Cristiano Montagnini, non condividendo la decisione di altre sigle sindacali di proclamare lo sciopero nella mattina di Pasqua.

“La Fisascat Cisl, che ha sempre messo e continuerà a mettere al centro della sua azione, insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali, la salute e la sicurezza di lavoratori del settore – aggiunge Montagnini – ritiene fondamentale, in questa fase di assoluta emergenza, non alimentare ulteriore confusione e rischi di contagio, creando inutili e pericolosi assembramenti nei punti vendita nelle giornate di venerdì e sabato”.
 

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