Mercoledì, 16 Giugno 2021
Attualità

Vaccini infantili, l'Università di Torino dà il via a Vax-Trust: lo studio per affrontare lo scetticismo dei genitori

In Italia i 'diffidenti' sono il 16%: una percentuale che rischia di compromettere la copertura di gregge

Uno studio per capire quali sono le ragioni dello scetticismo di genitori e professionisti della salute nei confronti dei vaccini per l'infanzia. E' l'Università di Torino a promuovere l'iniziativa, denominata Vax-Trust: un programma di ricerca UniTo finanziato da Horizon 2000 della durata di tre anni, che prenderà il via il 1° marzo e coinvolgerà, oltre all’Italia – rappresentata dalle Università di Torino e Cassino – gli atenei di Finlandia, capofila del progetto, Belgio, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca e Regno Unito. L'obiettivo è quello di individuare le motivazioni della diffidenza vaccinale, che spesso limita il ricorso ai soli vaccini obbligatori. In Italia il dato che riguarda i genitori esitanti, che si attesta attorno al 16%, desta preoccupazione: si tratta infatti di una percentuale che può seriamente compromettere la copertura di gregge.

Nel suo insieme lo studio, che si propone di definire un insieme di raccomandazioni e di interventi pensati per restituire fiducia alle politiche vaccinali, prevede un’immersione nei social media, dove prendono forma le espressioni più radicali di critica alle politiche vaccinali che alimentano l’esitazione. Inoltre, un’analisi quantitativa sugli atteggiamenti verso i vaccini della popolazione generale nei sette paesi; uno studio qualitativo concentrato sulle relazioni pediatra-genitori e sulla realizzazione di interviste discorsive ai genitori e ai professionisti della salute.

Strategie di intervento per diminuire l'esitazione vaccinale

I risultati del progetto alimenteranno l’elaborazione e la sperimentazione di specifiche strategie d’intervento dirette all’erosione dell’esitazione vaccinale. L’Università di Torino, che ha promosso la costituzione della rete dei ricercatori impegnati in Vax-Trust, è impegnata in due attività di ricerca: uno studio della relazione fra personale sanitario e genitori negli ambulatori pediatrici a cura dello staff del Prof. Mario Cardano; la sperimentazione di un insieme di innovazioni curriculari nel corso di laurea in Medicina e chirurgia, concepite per accrescere nei futuri medici le competenze vaccinali e relazionali utili a contrastare l’esitazione vaccinale, diretto dalla Prof.ssa Roberta Siliquini.

“Il tema della fiducia verso i vaccini e verso le politiche sanitarie che ne promuovono la diffusione a salvaguardia della salute pubblica è quanto mai strategico - dichiara il Rettore Stefano Geuna - alla luce delle conseguenze di oltre un anno di pandemia. Comprendere le cause dello scetticismo per limitarne gli effetti negativi attraverso la condivisione di consapevolezze mature rientra pienamente tra le priorità delle istituzioni scientifiche, quali sono le nostre Università. È cruciale, anche ma non solo in periodi come questi, nei quali le fondamenta stesse del sapere scientifico sono attaccate in modo organizzato e sistematico, ribadire con forza il valore della scienza nel preservare la vita umana”.

Un tema di attualità

Progettato prima dell’emergenza sanitaria, lo studio offrirà risultati di particolare rilievo anche nel quadro della campagna vaccinale per contrastare la diffusione del covid 19, nei confronti della quale si osservano, ormai da tempo, espressioni di esitazione e rifiuto. "Vax-Trust affronta un tema di estremo interesse - aggiunge il Prof. Mario Cardano - e inaspettatamente di attualità. Si tratta di una ricerca sociologica che combina ricerca e intervento: una ricostruzione accurata delle radici dell'esitazione vaccinale e la progettazione azioni di contrasto". Un'avventura che ha avuto inizio proprio nell'Università di Torino, dalla segnalazione dell'ufficio ricerca dell'ateneo dell'imminente uscita di un bando europeo sul tema dei vaccini.

"Io ho deciso di raccogliere la sfida - ha aggiunto Cardano -  e ho promosso, nell'European Sociological Association di cui faccio parte, la costituzione del gruppo di ricerca che da marzo sarà impegnato nello studio. La consuetudine del nostro ateneo alla collaborazione fra scienze sociali e scienze della vita ha poi consentito di imprimere all'unità di ricerca torinese un plus costituito dalla collaborazione fra il mio dipartimento, di Culture, Politica e Società, e quello della professoressa Siliquini, di Scienze della Sanità Pubbliche e Pediatriche".

“La pandemia - conclude la Prof.ssa Roberta Siliquini - ha riportato alla luce la necessità di tecnologie sanitarie straordinariamente efficaci come i vaccini. Ora è compito nostro migliorare la credibilità della scienza attraverso un rapporto operatore sanitario-cittadino basato non solo sulla competenza scientifica, ma anche sulla capacità di ascolto, relazione e condivisione di rischi e benefici”.
 

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