Coronavirus, Salizzoni fra i medici volontari: "Sono pronto a tornare"

Il "re dei trapianti" è in pensione dal 2018

In questo momento di emergenza sanitaria così difficile per gli ospedali, anche Mauro Salizzoni è pronto a tornare in corsia. Prima della pensione, fino al dicembre 2018, direttore del Centro Trapianti delle Molinette di Torino, oggi vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Salizzoni figura tra i medici che, a migliaia in queste ore, si stanno offrendo come volontari per dare una mano nell’emergenza coronavirus.

Un contributo importante 

Ed è tra coloro che sostiene fortemente una maggior diffusione dei tamponi, non solo fra il personale sanitario, ma anche fra gli asintomatici e le loro famiglie, per ridurre al minimo i rischi di contagio.

“Mi sono proposto una decina di giorni - ha detto Salizzoni, considerato il "re dei trapianti" - fa ai responsabili di quello che ancora chiamo il ‘mio’ reparto. Se hanno necessità, sono pronto. Sono un chirurgo e non uno pneumologo, né un virologo, ma credo che potrei dare un contributo, anche perché so che in reparto si sono dovuti allontanare tre medici risultati positivi”.

Giorni neri

Sono giorni estenuanti per chi lavora in ospedale e, sebbene aumentino i casi di guarigione, sono ancora molti i decessi in Piemonte fra chi è stato contagiato. Ieri, martedì 24 marzo, la giornata più nera per la nostra regione con 36 decessi complessivi comunicati a fine giornata, tra cui i primi due sanitari: un radiologo torinese e un medico nell'Alessandrino.

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“Trovo giusto e sensato richiamare al lavoro anche i medici pensionati  - ha continuato Salizzoni - purché ovviamente in buon stato di salute. Io mi sono rotto una caviglia con una stupida caduta a dicembre e cammino ancora con una stampella, ma sto benissimo. Se necessario, torno a lavorare subito. L’attività dei trapianti è diminuita, si procede solo con le urgenze, ma c’è così tanto da fare in ospedale...”.

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