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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Cota le aveva soppresse, Cirio potrebbe riattivarle: la Regione apre il dossier dei treni cancellati

In Piemonte sono 13 le linee soppresse 10 anni fa

A quasi dieci anni di distanza dalla loro soppressione, la Regione Piemonte riprende in mano il dossier delle linee ferroviarie cancellate nel 2012 dalla Giunta regionale presieduta dall'allora leghista Roberto Cota. 

In totale sono 13 le linee ferroviarie che vennero cancellate perché ritenute un costo troppo alto da sostenere per l'amministrazione regionale. Quelle che coinvolgono almeno una città del torinese sono tre: l'Asti-Chivasso, la Bardonecchia-Modane e la Pinerolo-Torre Pellice. 

La Commissione Trasporti del consiglio regionale del Piemonte ha iniziato ad analizzare costi e benefici per la eventuale riapertura delle linee ferroviarie e il prossimo passo sarà analizzare la reale fattibilità delle riaperture. In questi dieci anni le linee ferroviarie sono state sostituite da servizi sostituitivi su gomma. 

"L’ottica dello studio è quella di ridurre l’inquinamento provocato dal traffico veicolare, in una logica ambientale che però non può essere disgiunta da quella economica", spiega Mauro Fava, presidente della Commissione Trasporti, "Le linee sono state soppresse nel corso del tempo perché erano largamente sottoutilizzate e rappresentavano un costo che la Regione non poteva più sopportare. Dobbiamo chiederci, quindi, in quali casi le condizioni siano cambiate e dove meriti avviare una sperimentazione. Un'alternativa possibile è quella invece di investire nel rinnovamento delle flotte di bus, privilegiando le motorizzazioni a basso impatto ambientale".

"La proposta può rappresentare una ghiotta occasione per la Giunta Cirio di dimostrare che intende incidere sulla vita dei piemontesi attraverso scelte coraggiose e sostenibili e non imperniate esclusivamente sulla disponibilità di risorse", scrive Francesca Frediani del Movimento 4 Ottobre, "Abbiamo chiesto alla Giunta di pensare a come ridare slancio ai territori e di guardare alle nostre ferrovie come una struttura strategica per la regione. Chiamparino ieri e oggi Cirio, forse troppo impegnati con la propaganda sul TAV, hanno dimenticato che un servizio ferroviario utile a migliaia di piemontesi, turisti e visitatori inclusi, è già predisposto sul territorio e ha solo bisogno di investimenti per essere riattivato".

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