Fase 2: palestre, sport di base, corsi e piscine ai blocchi di partenza

E da giugno potrebbero aprire i centri estivi per i ragazzi

Le famiglie scalpitano, ma ormai dovranno resistere ancora per poco. Dopo due mesi e mezzo di lockdown per via dell'emergenza sanitaria, sta per ripartire lo sport e quindi anche le attività per bambini e ragazzi. Dal 25 maggio infatti, salvo aumento dei contagi o peggioramento della situazione sanitaria, anche in Piemonte ripartiranno i corsi di sport di base e potranno riaprire palestre, circoli e piscine. Le sessioni di allenamento degli atleti degli sport individuali e di squadra infatti saranno consentite, nel rispetto delle
norme di distanziamento sociale, senza alcun assembramento e a porte chiuse.

I giovani sportivi, costretti allo stop per tante settimane, per il momento non riprenderanno la scuola ma potranno dedicarsi quindi nuovamente agli allenamenti in gruppo. Un bello sfogo per loro e un bel sollievo per i genitori.

“Lo sport deve ripartire: è l’ora che palestre, piscine e circoli tornino in attività e che i piemontesi possano nuovamente allenarsi. E altrettanto importane, però, che in questa fase così delicata la ripartenza segua le regole del buon senso e della sicurezza - spiega l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca -. Per questo chiediamo alle strutture e ai loro gestori di seguire i protocolli predisposti dal ministero e anche quelli della Regione. Norme come distanziamento sociale, igienizzazione, divieto di assembramento sono protocolli di sicurezza che ci dovranno accompagnare passo per passo ma che potranno fare la differenza, evitando di farci ricadere in una situazione di blocco”.

Riorganizzazione 

Ovviamente il tutto nel rispetto delle misure di sicurezza ancora obbligatorie in questa fase 2. E dunque centri sportivi, tecnici e allenatori in questi giorni si stanno organizzando per la ripartenza seguendo le linee guida per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere, emanate e pubblicate il 20 maggio dall'Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, ad integrazione delle misure già predisposte dallo stesso ufficio in data 3 maggio, che per la verità erano ancora poco chiare e talvolta troppo generiche.

Quindi si prova a ripartire e a reinventarsi e tra stabilire le regole e divieti, posizionare dispenser di gel igienizzanti, riorganizzare corsi e spazi, il lavoro da fare nei centri sportivi in questi giorni è davvero tanto. In alcuni circoli torinesi, tra cui lo Sporting Dora di corso Umbria, dal 18 maggio, è già ripresa l'attività del tennis ma solo per quello che riguarda il gioco a due e l'affitto dei campi. 

Riparte anche il Cus

A ripartire sarà anche il Cus - Centro Universitario Sportivo - con la riapertura di cinque dei suoi nove impianti. Si tratta delle strutture con più possibilità di praticare attività fisica all’aria aperta e in particolare quella di via Panetti 30 (atletica leggera: corsi e agonismo; basket: agonismo; tennis: corsi e affitti; beach volley: agonismo e personal; danza: corsi); il Golf Club Colonnetti per i soci della struttura; l'impianto di corso Sicilia 50 (tennis: agonismo, corsi e affitti; canoa e canottaggio: agonismo, master, soci); l'impianto Angelo Albonico a Grugliasco (rugby: agonismo e corsi) e la struttura di via Milano 63 (Grugliasco) con il tennis (agonismo, corsi e affitti). 

Centri estivi pronti a partire

E dal 15 giugno in Piemonte potrebbero ripartire anche i centri estivi, anche se ci sono buone possibilità che l'apertura sia anticipata al 3 così come in Veneto. Dopo l'ok del Comitato Tecnico Scientifico e lo stanziamento di 185 milioni, la loro ripartenza costituirà un aiuto concreto ai tanti genitori tornati al lavoro con la Fase 2. "In Piemonte - ha detto il governatore Alberto Cirio - per supportare le famiglie, abbiamo stanziato 15 milioni di euro per i bambini da 0-6 anni e 2 milioni per organizzare attività di supporto attraverso i Comuni e gli oratori". 

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Ogni regione, per l'organizzazione dei centri estivi, dovrà attenersi alle Linee Guida dell'ultimo Dpcm che stabilisce un rapporto numerico fra operatori bambini e adolescenti, graduato in base all'età ma potrà adattare le regole in base alla situazione sanitaria territoriale. Per evitare assembramenti dovranno essere organizzati dei "triage" d'accoglienza all'esterno mentre gli ingressi dovranno essere scaglionati di almeno 5/10 minuti e quando possibile, separati con percorsi obbligati. E poi, come un mantra ormai, gel igienizzanti ovunque e distanze di sicurezza.

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