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Riconversione dei covid-hospital all’attività ordinaria: arriva l’ok della Regione Piemonte

Con la conseguente riapertura anche di tutti i Pronto soccorso e i Punti di primo intervento ancora chiusi

Immagine di repertorio

L’Unità di crisi della Regione Piemonte, su indicazione dell’Assessorato regionale alla Sanità, ha inviato una circolare ai direttori generali delle Aziende sanitarie regionali per autorizzare la riconversione di tutti i covid-hospital affinché possano ritornare alla loro attività ordinaria, con la conseguente riapertura anche di tutti i Pronto soccorso e i Punti di primo intervento ancora chiusi. Tutto ciò garantendo la netta separazione dei percorsi Covid e no-Covid, al pari di quanto è avvenuto negli ospedali regionali che hanno mantenuto per tutto il periodo dell’epidemia entrambe le funzioni.

“L’andamento epidemiologico e la sensibile riduzione dei ricoveri Covid – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi - permettono finalmente di tornare alla piena operatività sul fronte dell’offerta sanitaria per le patologie diverse dal coronavirus. Alle singole Asl è stato richiesto di provvedere alla riconversione degli ospedali Covid nei tempi tecnici strettamente necessari, individuando le risorse umane adeguate. Dobbiamo particolare riconoscenza a quei territori ai quali è stato chiesto un contributo incondizionato nei momenti più drammatici dell’emergenza sanitaria, adeguando le loro strutture sanitarie all’interesse della collettività”.

Andamento epidemiologico in Piemonte

I dati del pre-report settimanale del ministero della salute e dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) fotografano l’andamento epidemiologico in Piemonte. Nella settimana 14-20 giugno in Piemonte si riduce l’incidenza dei nuovi casi di oltre il 40%, in maggior misura rispetto alla settimana precedente. L’Rt puntuale calcolato sulla data di inizio sintomi scende da 0.62 a 0.56. La percentuale di positività dei tamponi cala ulteriormente passando da 1.1% a 0.5%. Sotto soglia, e ancora ridotti, il tasso di occupazione dei letti ordinari (dal 5% al 4%) e in terapia intensiva (dal 7% al 4%). Calano i focolai attivi, i nuovi e il numero di persone non collegate a catene di trasmissione note.
 

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