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Covid, dal Cts il via libera alla riapertura degli impianti da sci: dal 15 febbraio tutti in pista, ma con le regole

Accessi contingentati, vendite limitate di skipass e distanziamento

Dal 15 febbraio gli impianti da sci potranno riaprire. Ieri, 4 febbraio, il Comitato Tecnico Scientifico, a margine della riunione che si è svolta a Roma durante la quale è stato esaminato l'ultimo protocollo di sicurezza fornito dalle Regioni, ha dato il via libera, solo in zona gialla. Niente da fare quindi per le aree in arancione, mentre il Piemonte che ogni giorno mostra numeri relativi alla pandemia in miglioramento, può prepararsi a tentare di salvare l'ultima parte della stagione invernale in montagna. Dal 15 febbraio, data che coincide anche con la scadenza del divieto di spostamento tra le Regioni, si tornerà a sciare sulla Vialattea.  

Le regole da rispettare

Il protocollo presentato dalle Regioni tenta di limitare il più possibile il numero massimo di presenze giornaliere sulle piste da sci, con l'aggiunta della previsione di un tetto massimo di skipass giornalieri in vendita e la promozione della vendita online dei ticket per evitare assembramenti alle casse. L'accesso agli impianti di risalita - ovovie, funivie, seggiovie e skilift - sarà contingentato e i flussi di sciatori verranno gestiti dai gestori degli impianti mentre il rispetto delle misure di sicurezza anti covid saranno garantiti dalle autorità di Pubblica sicurezza. Anche rifugi, bar, ristoranti e hotel dovranno rispettare alcune regole precise. 

"Un segnale positivo - ha commentato Marco Bussone, presidente nazionale Uncem -. Perché andiamo verso una possibile normalità e ripresa. Il settore turistico può ripartire. Tutti siamo consapevoli della crisi gravissima che la montagna vive. Tante categorie hanno visto fatturati azzerati. Ora si può ripartire, con buon senso, regole chiare e impegno di tutti. Attendiamo di vedere i documenti del CTS ma siamo sempre stati convinti che le proposte delle Regioni per il contingentamento degli accessi sulle piste e in seggiovie e cabinovie fossere adeguate per la fase che stiamo rivivendo". E aggiunge: "E aspettiamo i ristori. Con il nuovo Governo la montagna dovrà tornare al centro delle politiche per il Paese. Il turismo invernale è indubbiamente un pilastro dello sviluppo delle Alpi e degli Appennini".

Federalberghi: "La riapertura non salverà l'anno"

Ma la riapertura degli impianti sciistici e la possibilità di operare, seppur con tutte le misure di sicurezza, non basterà secondo Federalberghi, a salvare la drammatica stagione. Il covid-19 e le restrizioni del Governo varate in autunno presentano un conto salato alle Valli Olimpiche dove gli hotel registrano un calo del 90% del fatturato nel 2020 con prospettive simili per il primo semestre 2021. 

Per questo Federalberghi Torino e le associazioni di albergatori e gli imprenditori del settore di Bardonecchia, Sestriere, Sauze d’Oulx, Pragelato, Cesana, Claviere e Prali chiedono, nel breve periodo, ristori immediati, estesi anche a rifugi, strutture extra-alberghiere, agriturismi e case appartamenti vacanze, e una consistente riduzione o la cancellazione per il 2021 dei tributi locali. Per il futuro gli operatori chiedono una politica di rilancio turistico che parta, almeno nei prossimi mesi, da quello di prossimità e di promozione nazionale ed internazionale con incentivi per chi intende investire sul territorio.

"Le nostre valli stanno subendo conseguenze economiche pesantissime a causa del covid-19 e delle misure varate dal governo – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – dopo una stagione 2020 colpita improvvisamente dal lockdown di marzo e nonostante un’estate in parte positiva il settore turistico-ricettivo sta ora vedendo sfumare l’intera stagione sciistica con un impatto fortemente negativo sui fatturati. Occorre erogare con rapidità ristori e compensazioni che siano proporzionali alle perdite subite, ma è soprattutto necessario avere certezze sulle strategie per la ripartenza. È vero che anche riaprendo il 15 febbraio non si riuscirà a salvare una stagione, ma se le chiusure a singhiozzo dovessero protrarsi fino all’estate molti potrebbero essere costretti a chiudere".

"Le nuove restrizioni, i divieti e la confusione sulla possibilità di raggiungere le località di montagna hanno penalizzato le prenotazioni alberghiere determinando un danno economico pazzesco – dichiara Giorgio Montabone, presidente di Federalberghi Bardonecchia – la stagione turistica è ormai completamente compromessa perché anche con la riapertura, febbraio e marzo sono tradizionalmente i mesi delle settimane bianche per gli stranieri che quest’anno non arriveranno. A metterci in gravi difficoltà è soprattutto l’incertezza delle decisioni sulla riapertura ma anche sui ristori, intanto le settimane passano e si rischia di compromettere un intero sistema".

Oggi il flashmob

E oggi, venerdì 5 febbraio alle 10, il Comune di Sestriere così come altri numerosi centri montani piemontesi, si unirà al flash mob più grande della montagna. Le località sciistiche d’Italia, unite dall'hashtag #PerChiSuonaLaMontagna, condivideranno un piccolo gesto, preceduto da un breve rintocco delle campane del paese. Al Colle del Sestriere, una rappresentanza dei lavoratori del mondo della neve si unirà al sindaco, Gianni Poncet, per un gesto di solidarietà per sottolineare il dramma che sta attraversando l'intero sistema neve dal punto di vista socio-economico e che rischia di passare inosservato, archiviato insieme ad una stagione sciistica da dimenticare. “La montagna è più che mai unita - ha commentato il primo cittadino - ed è importante far passare questo messaggio alla vigilia di un grande evento come i Mondiali di Sci di Cortina 2021. Auguro un sincero “in bocca al lupo” agli organizzatori che hanno raggiunto quest’ambizioso traguardo portando in Italia questo grande evento dedicato allo sci alpino”
 

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