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Palazzo Madama, tutto è pronto per il grande restauro: il gioiello barocco tornerà a splendere

I lavori partiranno entro l'estate e dureranno 18 mesi

Nuova vita per Palazzo Madama. Sono infatti pronti a partire i restauri e le operazioni di consolidamento del blocco centrale del capolavoro architettonico del 700 europeo, che troneggia in piazza Castello, definito dalla rivista americana Forbes "uno dei luoghi più affascinanti di arte e cultura in Italia". L’intervento, promosso dalla Fondazione Torino Musei, sarà interamente finanziato con 2,4 milioni di euro da Fondazione Crt, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama, mentre sono 16,6 i milioni stanziati complessivamente.

Lavori conclusi entro la fine del 2022

Entro la primavera 2021, la Fondazione pubblicherà il bando di gara per l’affidamento dei lavori sull’avancorpo centrale, che inizieranno prima dell’estate per concludersi con ogni probabilità, entro 18 mesi e che restituiranno Palazzo Madama ai torinesi nella primavera 2024.

“Non credo esista in Torino un altro monumento le cui pietre racchiudano 2000 anni di storia, al pari di Palazzo Madama - spiega il presidente della Fondazione Torino Musei, Maurizio Cibrario - Dall’insediamento romano agli Acaia, i Duchi di Savoia, le Madame Reali, sino al Senato del Regno di Italia, una carrellata ineguagliabile di gestione del potere civico e statale. A trecento anni dalla trasformazione da fortezza a capolavoro dell’arte barocca, si rende necessario un grandioso lavoro di restauro, consentito dal senso civico e dalla sensibilità storica e artistica della Fondazione CRT, a cui va la profonda riconoscenza nostra e dell’intera Città. Si preannuncia anche un intervento del Ministero per i beni e le attività culturali che, se dovesse realizzarsi, completerebbe in modo mirabile il piano dei lavori”.

Un'operazione 'chirurgica'

Il cantiere che darà nuova luce al volto dell'edificio storico, mettendolo in sicurezza per i prossimi decenni, consiste in un'operazione delicata e 'chirurgica' in grado di recuperare i pregiati materiali originali quali il marmo, grazie all'impiego di altri contemporanei: resine speciali, fibre di carbonio e acciaio inox. Il progetto di restauro e consolidamento strutturale è a cura dell’architetto Gianfranco Gritella,  che lo ha definito "un impegno di grande fascino e di grande responsabilità", è il risultato della prima indagine a 360 gradi delle problematiche della facciata, anche attraverso l’ispezione di “camere nascoste” nel cornicione. L'intera operazione ha avuto l'approvazione del Mibact e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino

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Il progetto si basa anche sugli esiti del cantiere studio, già finanziato da Fondazione Crt nel 2018 e realizzato dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, per valutare lo stato di conservazione della facciata, progettata tra il 1718 e il 1722 dall’architetto Filippo Juvarra. Con il coinvolgimento anche del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino, sono state condotte indagini scientifiche sui materiali e sulle alterazioni intervenute nel tempo. Le caratteristiche costruttive di Palazzo Madama e il marmo di Foresto, il cosiddetto 'travertino piemontese' utilizzato – di semplice lavorazione, ma affetto da “un male antico” legato alla propria friabilità, condizione peggiorata dovuta principalmente al clima non adatto – hanno fin da subito innescato problemi di conservazione e cedimenti strutturali, tanto che i primi tentativi per risolverli risalgono già alla fine del XVIII secolo.

“Il progetto è frutto di un percorso esemplare - commenta Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio - , costruito su di uno studio approfondito e maturato nella piena conoscenza e nel rispetto della eccezionalità della facciata juvarriana. In questo periodo così difficile, l'avvio di un cantiere tanto complesso dà speranza e offre una nuova conferma della capacità e attenzione che le istituzioni cittadine sanno riservare al patrimonio monumentale. L'auspicio - conclude - è che a questa fase, anche grazie all'impegno del Ministero, ne seguano altre, fino a restituire a Palazzo Madama piena funzionalità ed un ruolo centrale all'interno del distretto dei musei torinesi”.

Gli interventi nel dettaglio

Le opere per riportare la facciata al suo antico splendore prevedono nel dettaglio, il restauro dell'apparato architettonico e decorativo; il consolidamento strutturale dei soffitti e degli architravi lapidei dei tre intercolumni del pronao centrale; il sollevamento, il trasporto e il restauro delle quattro monumentali statue allegoriche di coronamento del pronao, che saranno musealizzate e sostituite da copie identiche sulla sommità dell’edificio. E ancora il restauro, la revisione e il consolidamento strutturale dei serramenti lignei; la revisione e l’adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche della copertura e per concludere, il recupero dei sotterranei circostanti il palazzo.

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“Il restauro di Palazzo Madama – afferma il Presidente di Fondazione CRT Giovanni Quaglia – è il primo dono che la Fondazione CRT fa alla città e alla regione nel proprio trentennale, rafforzando la lunga tradizione di solidarietà verso il patrimonio storico-artistico, a partire dalle Residenze Sabaude . Ci prendiamo cura di un bene di rilevanza nazionale che appartiene a tutti, con l’impegno di collaborare con le istituzioni per un nuovo Rinascimento culturale, continuando a far risplendere nel tempo la ‘grande bellezza’ diffusa sul territorio che rafforza il senso di comunità”.

L'ascensore per seguire i restauri

All’interno di un padiglione appositamente realizzato in prossimità di Palazzo Madama, il pubblico potrà anche assistere alle principali fasi di restauro delle quattro grandi statue allegoriche. Un sistema di videocamere trasmetterà su alcuni schermi a terra le principali fasi di lavorazione e gli interventi più significativi in corso sulle impalcature. Un ascensore montacarichi consentirà di condurre gruppi di visitatori in determinate aree del cantiere, sino alla quota della balaustra sommitale. Al termine dell’intervento, una mostra a Palazzo Madama illustrerà la storia millenaria dell’edificio e i restauri, e consentirà di conoscere parti del palazzo oggi sconosciute al grande pubblico.

Un momento importante per la ripartenza

Particolarmente soddisfatti dell'avvio dei lavori di restauro, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio che ha definito "la riqualificazione di questo simbolo storico e artistico, un momento importante per la ripartenza", e la sindaca di Torino, Chiara Appendino: "Una delle prime firme che ho messo quando ho iniziato il percorso amministrativo, è stato sul documento di consegna di questo bene alla Città. Oggi - ha aggiunto -, grazie al sostegno delle fondazioni bancarie e all'interesse degli enti competenti, Torino diventa un esempio per l'intero paese e lancia un messaggio: un intervento così complesso e così gravoso in termini economici, non è impossibile, nonostante il momento difficile di emergenza sanitaria che stiamo vivendo e nonostante le difficoltà burocratiche".


 

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