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Palazzo Madama si rifà la faccia(ta): 500 giorni di cantiere “live” a prova di pubblico (e curiosi)

Lavori conclusi per la festa patronale di San Giovanni

Lunedì 14 marzo prenderanno il via i lavori sulla facciata juvarriana di Palazzo Madama e termineranno giusto in tempo per i festeggiamenti di San Giovanni, il Santo patrono della città. La durata prevista del cantiere per far risplendere il volto in marmo di uno dei simboli artistici di Torino nel mondo, è infatti di 500 giorni. E la novità è che i visitatori potranno assistere alle varie fasi di restauro, vivendo un'esperienza "live". 

Un nuovo volto per Palazzo Madama

La facciata barocca tornerà alla sua antica bellezza grazie alla sinergia tra la Fondazione Torino Musei e la Fondazione CRT. Proprio quest'ultima, che ha già stanziato complessivamente per Palazzo Madama 16,6 milioni di euro, sovvenzionerà quest'ultimo intervento con 2,4 milioni di euro. Dopo i lavori sulla facciata che, secondo il cronoprogramma, dovrebbero essere finiti entro il prossimo il 24 giugno, prenderanno poi il via i lavori sui lotti laterali dell'edificio. 

Approvati dal Ministero per la Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il restauro e il consolidamento strutturale dell'edificio sapranno coniugare arte, ingegneria e ricerca, salvaguardando l’identità e la storia del luogo con soluzioni tecnologiche innovative, sostenibili e reversibili. Sarà l'architetto Gianfranco Gritella, con la consulenza dell’ingegner Franco Galvagno per le opere strutturali, a drigere il cantiere, mentre dell'esecuzione si occuperanno le imprese Cooperativa Archeologia di Firenze e B.P. Benassi di Montignoso.

Architrave e statue allegoriche rimessi a nuovo

Ma in cosa consistono gli interventi?  In seguito al distacco di alcuni frammenti dal grande architrave frontale sulla facciata dell'edificio, nel cuore della città, si è reso necessario l’avvio dell'intervento di restauro. Personale specializzato realizzerà particolari strutture curvilinee in acciaio, destinate a costituire il futuro scheletro portante del rivestimento di pietra dell'architrave che manifesta segni di affaticamento strutturale. E per la prima volta dopo secoli, il marmo scelto da Filippo Juvarra nelle antiche cave di Foresto e di Chianocco, in bassa Valle di Susa, sarà nuovamente utilizzato per sistemare le parti più delicate e deteriorate del palazzo.

Verranno anche rimesse a nuovo le quattro statue allegoriche sulla sommità di Palazzo Madama. Realizzati dallo scultore carrarese Giovanni Baratta nel 1726, gli imponenti manufatti - alti 4 metri e dal peso di 3 tonnellate ciascuno - saranno rimossi dal basamento, calate a terra in gabbie di acciaio mediante uno spettacolare sistema di gru e portate in un padiglione dove avverrà il restauro. L’intervento, nelle sue diverse fasi, potrà essere seguito “live” dal pubblico, che avrà anche la possibilità di visitare il padiglione stesso, in tempi prestabiliti. 

Un sistema di videocamere trasmetterà su alcuni schermi a terra le principali fasi di lavorazione e gli interventi più significativi in corso sulle impalcature. Un ascensore montacarichi consentirà di condurre gruppi di visitatori in determinate aree del cantiere, sino alla quota della balaustra sommitale. Al termine dell’intervento, una mostra a Palazzo Madama illustrerà la storia millenaria dell’edificio e i restauri, e consentirà di conoscere parti del palazzo oggi sconosciute al grande pubblico.


 

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