Venerdì, 25 Giugno 2021
Attualità

Sci, lo stop dell'ultimo momento all'apertura degli impianti fa infuriare Cirio: "Nessun rispetto"

La rabbia dei sindaci

Gli impianti resteranno fermi fino al 5 marzo

"Sono allibito da questa decisione che giunge a poche ore dalla riapertura programmata per domani (oggi, lunedì 15 febbraio, ndr)". Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dopo la notizia dell'ordinanza firmata dal ministro Speranza che all'ultimo momento, domenica sera, ha vietato la riapertura degli impianti sciistici fino almeno al prossimo 4 marzo. Stagione finita dunque: come ci si può immaginare, molte stazioni non riapriranno più. 

La marcia indietro del Governo

Il Comitato Tecnico Scientifico nazionale aveva stabilito, il 4 febbraio scorso, che a partire dal 15, in zona gialla si sarebbe potuto dare il via alla stagione sciistica amatoriale, seppur con le dovute limitazioni, pertanto sui vari comprensori piemontesi ci si è rimboccati le maniche, richiamando il personale, sparando la neve, battendo le pista e vendendo gli skipass, per tentare di tamponare, in extremis, un anno ormai in larga parte già compromesso.

"Su queste direttive il Piemonte si è mosso - ha tuonato Cirio - , nel rigoroso rispetto delle regole. Regole che non possono cambiare tutte le settimane. E, soprattutto, i dati aggiornati sulla situazione epidemiologica sono in possesso del Cts e del Governo da mercoledì. Mi chiedo se non fosse il caso di fare queste valutazioni prima, invece di aspettare la domenica sera. È una mancanza di rispetto inaccettabile da parte dello Stato che dovrebbe garantire i suoi cittadini, non vessarli".

La variante inglese preoccupa

E invece ieri sera è arrivata la doccia fredda. Niente sci, almeno fino al 5 marzo. Secondo il comunicato diffuso dal Ministero, a influire su questa decisione i risultati della recente indagine epidemiologica condotta dall'Istituto Superiore della Sanità che segnala che la cosiddetta 'variante inglese', caratterizzata da una maggiore trasmissibilità, "rappresenta una percentuale media del 17.8% sul numero totale dei contagi". Numeri che suscitano preoccupazione e che hanno portato ad analoghe misure anche in Germania e in Francia. Nello stesso comunicato, il Governo si impegna a compensare il prima possibile gli operatori del settore montagna, con 'ristori adeguati'. 

"Come si può pensare di cambiare idea la sera prima? - ha incalzato Cirio - I palazzi romani sono ancora sulla terra o si sono trasferiti su un altro pianeta? La prudenza, fin dall’inizio di questa terribile emergenza sanitaria, è stata nella mia regione la guida, così come il rispetto delle regole. Abbiamo assunto spesso decisioni più restrittive, consapevoli del sacrificio che chiedevamo ma anche del bisogno di tutelare la vita. E anche in questo caso abbiamo atteso diligentemente le decisioni del governo, prima di intervenire con una mia ordinanza, che aveva comunque limitato la capienza degli impianti al 30%. Oggi cambia tutto. Ciò che contesto non è il merito, ma il metodo. Chi li pagherà i danni? Come se quelli già subiti non fossero abbastanza".

Convocata una Giunta straordinaria

E per oggi stesso il Governatore ha già convocato una Giunta straordinaria: "Mi aspetto che chi ha preso questa decisione in questo modo - ha concluso -, a poche ore dalla riapertura, si faccia carico anche delle conseguenze economiche. Di certo se questo è il modo con cui il nuovo governo pensa di sostenere le nostre imprese e i nostri cittadini, c’è da preoccuparsi fortemente". 

Ad esprimere disappunto anche l'assessore allo Sport della Regione, Fabrizio Ricca: “Assurda e vergognosa una decisione simile presa il giorno prima della riapertura degli impianti di risalita. Il ministro Speranza apra gli occhi e cerchi di capire che nel mondo reale le imprese sportive vivono di pianificazione e affrontano spese per la ripartenza. Dietro alla riapertura di domani (oggi, ndr) ci sono attività che hanno investito soldi. Se le realtà imprenditoriali dello sci decideranno di ricorrere a vie legali contro questa decisione piovuta dal cielo senza alcun preavviso - ha concluso -, e senza tenere in considerazione il lavoro della gente, come Regione saremo al loro fianco”.

La rabbia e lo sconforto di operatori e sindaci

E arrivano anche le reazioni dai comprensori. "Abbiamo da poco appreso la notizia che non ci sarà permesso aprire gli impianti di risalita - dicono da Bardonecchia dove la vendita degli skipass in poche ore aveva già registrato il sold out - siamo davvero dispiaciuti. Nelle prossime ore verranno comunicate le modalità per il rimborso". Lo stop ha provocato la rabbia e lo sconforto anche in Vialattea, dove gli impianti si sarebbero aperti solo il 20 febbraio, ma dove comunque la macchina organizzatrice era già all’opera. In particolare a Sauze d’Oulx, nella giornata di ieri, si erano accesi i cannoni e si era iniziato a sparare la neve per farsi trovare pronti all’apertura.

Ora questa ennesima doccia ghiacciata che il sindaco Mauro Meneguzzi non riesce proprio a digerire: “Siamo allibiti. È inconcepibile stoppare una macchina così complessa che, tra mille e mille difficoltà, si era messa faticosamente in moto. Non ci si rende nemmeno conto cosa ci sia dietro ad un impianto aperto. Non si capisce lo sforzo che si fa per rendere le piste luogo di divertimento e svago per i nostri turisti. Come Comune di Sauze d’Oulx abbiamo fatto sforzi enormi per farci trovare pronti. Lo stesso hanno fatto gli operatori della montagna. Siamo qui invece a dover commentare l’assurdità dell’intempestiva decisione del Governo. E per questo mi permetto di censurare pesantemente l’operato del Ministro Speranza”.

Il primo cittadino di Sauze lancia così un nuovo grido di rabbia: “Dovevano dirci chiaramente che questo inverno si stava chiusi, così si evitavano inutili sprechi in un periodo già altamente difficile. Non solo ce lo dovevano dire, ma ci dovevano pagare tempestivamente congrui ristori, che a questo punto abbiamo il diritto di reclamare a gran voce per non dover veder morire l’intero comparto neve”.

Il disappunto arriva anche da Sestriere: "Non c'è limite al peggio - tuona il sindaco, Gianni Poncet -. Questo nuovo divieto del governo ci è piombato addosso, dall’alba al tramonto, a meno di 24 ore dalla paventata ripresa dello sci alpino a livello nazionale. È un chiaro segnale di disinteresse e maltrattamento della montagna, delle persone e delle famiglie che ci vivono, ci lavorano, e dell’intera filiera del sistema turistico invernale che da sempre ha come colonna portante lo sci alpino".

E ancora: "La montagna invernale è ferma da marzo 2020. Tra poco sarà un anno di paralisi della principale fonte di economia e di sostentamento per decine di migliaia di famiglie. Gli unici ristori che sono arrivati, al momento, sono quelli erogati dalle casse del Comune di Sestriere secondo un piano concreto, deliberato: 300 mila euro destinati a salvaguardare i propri cittadini! Per il resto dal governo solo parole, nessuno si è degnato di fare altro se non prenderci in giro con questi continui rinvii dell’ultim’ora dettati dal CTS. Una vergogna". 

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