Venerdì, 22 Ottobre 2021
Attualità Aurora / Via Ravenna, 8

"Chiedo scusa al Comune", Rachid ci ripensa: prossima settimana forse il nuovo lavoro

Un momento di stress dietro lo sfogo della mattina

“Avevo ricevuto un messaggio da parte di mia moglie che ha avviato la pratica per il divorzio. La mia vita è rovinata. Volevo evadere. Non ragionavo più, mi dispiace e chiedo scusa”, Rachid Saiad ci ha ripensato e tornerà in via Ravenna 8 per prendere possesso della stanza all'interno degli Asili Notturni Umberto I, sistemazione trovata grazie all'assistenza del Comune di Torino. 

La sua è una storia di disperazione. Lui non è un senza tetto, ma un cittadino straniero che ha portato avanti il suo percorso di integrazione in Italia senza alcun problema, almeno fino a pochi mesi fa. I suoi problemi nascono, da quel che racconta, da un lavoro non pagato. Parla cinque lingue, ha studiato in Italia, aveva un lavoro come montatore di stand. Poi la crisi che lo costringe a vendere anche il furgone che utilizzava per lavorare, ma nonostante ciò non è più riuscito a pagare l'affitto di casa. 

Rachid si trova dunque di colpo a dormire in strada fino a quando un amico non gli mette a disposizione la sua vecchia Seat Ibiza. Dentro la macchina Rachid passerà le nottate degli ultimi mesi, fino a quando la Polizia Municipale non requisisce il mezzo perché senza assicurazione. L'uomo si trova così anche senza l'ultimo appiglio che era riuscito a trovare. 

Scatta la gara di solidarietà: gli viene messa a disposizione per alcune notti la Cascina Fossata dove potrà dormire e sul web viene organizzata una raccolta fondi che al momento ha raggiunto gli 8.000 euro. La buona notizia è un'altra però: dalla prossima settimana dovrebbe anche cominciare un lavoro come operaio presso un'azienda in provincia di Torino. 

La mattinata travagliata

Sarebbe dovuto entrare alle 10 presso la struttura di via Ravenna 8, ma l'attesa si è protratta fino alle 12 circa di questa mattina, martedì 6 aprile. Pochi minuti però e Rachid è voluto andare via. Una reazione incontrollata per la quale si è voluto scusare. 

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