Primo giorno di scuola e studenti già in piazza: "Classi pollaio, bus affollati e pochi professori"

Davanti al Liceo D'Azeglio, i ragazzi di FGC: "Altro che rientro in sicurezza"

Studenti già sul piede di guerra. Oggi, lunedì 14 settembre 2020, primo giorno di scuola dopo lunghi mesi di stop e di didattica a distanza a causa del coronavirus, si rientra in classe con mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi. Ma il clima è agitato: troppe classi pollaio, bus affollati - nonostante il piano straordinario Gtt - e pochi professori. La protesta va in scena questa mattina davanti al liceo classico Massimo d'Azeglio in via Parini, per chiedere un rientro in sicurezza, e apre un autunno di lotta.  

"All’appello mancano spazi e docenti, il rientro sicuro è una bella favoletta raccontata dal Ministro Azzolina - dichiara Pietro Mazzucco, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista torinese - Non c’è distanziamento che tenga se ci sono classi pollaio e trasporti pubblici affollati. In sei mesi di tempo il governo non ha cambiato nulla, servivano spazi e assunzioni perché le mascherine e la ricreazione in classe non bastano. La didattica a distanza ha escluso migliaia di studenti dalle lezioni, per evitare che diventi la normalità bisogna garantire davvero sicurezza e diritto allo studio. Altrimenti a farne le spese sono sempre gli studenti dei quartieri popolari e delle periferie, i lavoratori e i precari della scuola su cui il governo fa solo propaganda".

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"Oggi gli studenti sono costretti a scegliere tra diritto allo studio e alla salute - conclude Mazzucco - Siamo pronti a scendere in piazza, pretendiamo un rientro in sicurezza. Abbiamo avviato un’inchiesta territoriale sul rientro a scuola, non permetteremo che la ripartenza delle lezioni avvenga sulla nostra pelle. Al Liceo Volta studenti e genitori hanno già inviato una lettera in cui segnalano i problemi legati a spazi non adeguati e a continuità didattica non garantita, i lavoratori della scuola hanno già proclamato uno sciopero. Servono finanziamenti statali per garantire un’istruzione di qualità per tutti, la crisi legata alla pandemia non può diventare la scusa per nuovi tagli e attacchi ai diritti degli studenti e dei lavoratori". 

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