Torino, residenti contro la realizzazione del nuovo edificio: "Sarebbe stato meglio recuperarne un altro"

Ospiterà social housing ed emergenza abitativa

L'area dove sono in corso i lavori di realizzazione della nuova struttura

Un gruppo di residenti si oppone al nuovo progetto di social housing i cui lavori sono iniziati da poco, a ottobre 2020, in via Vagnone 15 (nell'area collocata nell'isolato tra via Vagnone, via Le Chiuse, via Tenivelli e via San Donato), su un'area precedentemente utilizzata come parcheggio da parte di Gtt. L'amministrazione comunale sta realizzando un nuovo edificio di cinque piani fuori terra che ospiterà 32 abitazioni, destinate in a parte persone in ospitalità temporanea e in parte prevede alcuni appartamenti per affrontare l'emergenza abitativa, con permanenza fino a 36 mesi.

I residenti che si oppongono alla costruzione sostengono che sarebbe stato meglio recuperare un edificio esistente piuttosto che costruirne uno ex novo, che non vi saranno servizi per il quartiere a parte quelli per chi vi entrerà, che l'area non non è adatta all'uso residenziale (il piano regolatore prevede un uso commerciale e industriale), che vi è la presenza di nichel e zinco nel terreno di cui non è stata fatta un'adeguata bonifica e anche che verranno eliminati 70 posti auto, utili in particolare ai genitori che accompagnano i figli alla scuola Faa di Bruno.

"La struttura proposta - rincarano i residenti - non risulta in alcun modo integrata nel contesto urbano del quartiere ed in totale contrasto rispetto allo stile architettonico dei fabbricati esistenti: struttura a monoblocco, colore e materiali di costruzione non in linea con edifici limitrofi, altezza oltre edifici esistenti, assenza di balconi, nessuna alternanza tra spazi aperti (terrazzi, giardini) e spazi chiusi, area verde collacata al quinto piano (circa 18 metri di altezza). La sua realizzazione comporterebbe un grave peggioramento della vivibilità degli appartamenti posti nei fabbricati circostanti: forte impatto visivo, riduzione area libera, importante riduzione ore di luce e luminosità con conseguente aumento della spesa procapite delle utenze di luce e gas per illuminazione e riscaldamento e possibile riduzione della salubrità degli spazi abitativi".

Per quanto riguarda la presenza di nichel e zinco nel terreno, sostengono ancora i promotori della protesta, sarebbe stata necessaria una bonifica. "Il procedimento - dicono - era stato previsto nel progetto, poi accantonato, della residenza per anziani ma successivamente chiuso dato il cambio di destinazione d'uso e considerando il progetto attuale di social housing come attività di servizi-commerciale e rientrando così nei parametri di riferimento per siti ad uso industriale, commerciale e assimilabili. Rimangono, però, perplessità sull'area libera a piano terreno visto che, come riportato dalla documentazione di progetto, è previsto un parcheggio trattato ad area verde con
erba e piante ad alto fusto e c'è preoccupazione per le polveri che tuttora si sollevano durante il passaggio delle auto arrivando alle aree circostanti in cui sono presenti cinque edifici residenziali, una residenza per anziani e una scuola".

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