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La drammatica situazione al Maria Vittoria di Torino

La drammatica situazione al Maria Vittoria di Torino

Le barelle intasano i pianerottoli e i corridoi, l'allarme di Nursind: "Negli ospedali è vera emergenza"

E il personale è stremato

Il coronavirus continua a correre e gli ospedali esplodono. I numeri relativi all'andamento della pandemia faticano a migliorare: la percentuale di positività è ancora alta (7,9%) e solo nella giornata di ieri si sono contati, in tutto il Piemonte, 61 decessi di pazienti covid. Nursind, il sindacato degli infermieri, segnala le non poche difficoltà che il personale sanitario è costretto ad affrontare da ormai troppi mesi. A fronte di un continuo aumento di ricoveri, negli ospedali di Torino e provincia, i pronto soccorso sono vicini al collasso. Tra le segnalazioni, soprattutto quelle che riguardano l'ospedale Maria Vittoria di Torino dove solo questa mattina, mercoledi 31 marzo, i malati sono stati sistemati in barella, addirittura sul pianerottolo, e l'ospedale di Rivoli, con i corridoi ormai saturi di pazienti. 

"Mentre il dibattito imperversa sui vaccini, importantissimi e fondamentali - si legge in una nota di Nursind -, ancora una volta siamo costretti a constatare però che la mancanza di posti letto e quindi il sovraccarico di persone ricoverate nei pronto soccorso, nelle terapie intensive e nei reparti di degenza, associata ad una carenza di personale, specialmente quello specializzato ma non solo, allontana di molto gli standard di sicurezza, aumentando senza alcun dubbio il rischio di mancate cure, di complicanze e di morte".

Al Maria Vittoria 22 posti in più

"Ieri mattina - spiegano dall'Asl Torino - si è verificato un iperafflusso di pazienti al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria. Immediatamente si è attivata una task force per gestire i numerosi pazienti presenti, di cui una cinquantina tra pazienti covid positivi e non, in attesa di ricovero, trasferendoli nei reparti di riferimento clinico degli ospedali Martini, Amedeo di Savoia, Sperino Oftalmico e Piccola Mole, oltre ad altre strutture esterne all’Asl Città di Torino. In serata la situazione era migliorata, avendo ricoverato la maggior parte dei pazienti covid positivi, anche con l’ausilio del Dirmei che ha monitorato costantemente la situazione. Nei giorni scorsi l’ospedale Maria Vittoria, visto l’alto afflusso di pazienti ad alta complessità che si sono rivolti al pronto soccorso, aveva già attivato ulteriori sette posti letto di terapia semi-intensiva. In queste ore si sta provvedendo ad attivare un reparto di ulteriori 22 posti letto, al fine di decongestionare l’attività del pronto soccorso e ad implementare l’attività delle strutture di cardiologia e di neurologia. In mattinata il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, si è recato all’ospedale Maria Vittoria per verificare di persona la situazione del pronto soccorso, che sta progressivamente migliorando e che continua ad essere sotto monitoraggio dalle strutture aziendali e dal Dirmei".

E il covid hospital del Valentino resta chiuso

E intanto il covid hospital del Valentino, che con i suoi oltre 400 posti a disposizione potrebbe dare sollievo agli ospedali cittadini, continua a rimanere chiuso. Forse un problema di personale? Personale che oggi è al limite delle forze e più che mai è costretto a lavorare in condizioni difficili. "Impossibile poter curare e assistere in queste condizioni - commenta Francesco Coppolella, segretario regionale di Nursind -. Continuiamo a pagare l'inefficienza del nostro sistema sanitario. Credo che questo sia giusto e onesto rammentarlo anche se sembra non fare più notizia. Lo sanno bene gli operatori sanitari, impegnati tutti i giorni da un anno. Come si può pensare di prendersi cura dei pazienti in queste condizioni?  Come si può pensare che il personale possa dare risposte adeguate?".

E ancora: "Non abbiamo dimenticato le promesse del Ministro Speranza. Alla fine della prima ondata promise di assumere migliaia di infermieri e medici, di aumentare i posti letto e di incrementare l'assistenza domiciliare. Disse che non avrebbero più risparmiato un euro, ma oggi la realtà è ben diversa".

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