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Salone del Libro, l'edizione 2018 tra premi Nobel, economisti e registi

Lagioia:" Il programma più ricco di sempre"

Svelato il programma del Salone del Libro. Al Lingotto di Torino, dal 10 al 14 maggio, la kermesse letteraria di conferma ancora una volta, non solo un'eccellenza italiana fra le fiere dell'editoria ma anche crocevia di culture. "Il Salone più ricco di sempre" l'ha definito il direttore artistico Nicola Lagioia. E c'è da credergli. Ricca infatti la lista di nomi importanti che saranno sotto la Mole per partecipare agli oltre 1500 incontri in programma.

Letteratura, economia e cinema 

Dal premio Pulitzer per la narrativa Andrew Sean Greer all'economista Jeremy Rifkin; dai finalisti del Premio Strega - tra cui lo spagnolo Fernando Aramburu - al premio Nobel per la letteratura Herta Müller. Ad inaugurare il Salone, il 10 maggio in Sala Gialla, la lectio magistralis di Javier Cercas sul futuro dell'Europa. E ancora il premio Oscar Giuseppe Tornatore, Bernardo Bertolucci, il giovane maestro Luca Guadagnino, Niccoló Ammaniti e sempre a proposito di cinema  lo scrittore messicano Guillermo Arriaga.

La Francia ospite

 Si parlerà anche di scienza e nuove tecnologie con Gino Roncaglia, Edoardo Bonincelli, Piergiorgio Odifreddi e Roberto Burioni. Fra gli scrittori, dalla Russia, Eduard Limonov, leggendario attivista; dalla Spagna Alicia Giménez Bartlett; dall'Inghilterra Michael Brooks e dal Messico l'immancabile Paco Ignacio Taibo II. In onore della Francia, paese ospite di questa edizione del Salone ("Maggio francese" è il titolo della sezione, ndr), anche Veronique Olmi, Eric-Emmanuel Schmitt, Bruno Latour, Tristan Garcia, Oliver Guez, Delphine De Vigan e Antonie Volodine. 

"Il Salone è un progetto culturale"

" Il salone del Libro di Torino - ha detto il presidente della Regione Sergio Chiamparino intervenuto alla presentazione del programma - è prima di tutto un progetto culturale legato alla trasformazione della città: è quindi un progetto politico che riguarda la traiettoria di cambiamento della città. Ma Quella che si apre sarà un' edizione straordinaria, anche perché tutte le persone che ci lavorano mettono la fiducia al primo posto,  assumendosi dei rischi, in condizioni difficili - ha proseguito - una cosa simile successe l' ultimo anno di preparazione delle Olimpiadi, quando centinaia di persone lavorarono ben oltre il dovuto e proprio questo impegno permise il successo di Torino 2006".

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