Al J Medical la prima tomografia computerizzata sul corpo di una mummia

Il reperto è datato 2500 a.C.

Immagine di repertorio

Sabato 23 novembre a Torino, verrà effettuata la prima Tomografia Computerizzata (TC) con acquisizione spirale multislice del corpo intero di una mummia datata all’Antico Regno (2500 a.C. circa) appartenente alla collezione egizia del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino. L'esame si svolgerà al  J Medical di Torino in via Druento e il progetto prevede l’intervento su tutte le mummie della collezione.

Un reperto raro

"La mummia che per prima verrà esaminata è tra le più antiche dell'Egitto storico ed è una rarità - dichiara la Dott.ssa Elisa Fiore Marochetti, egittologa, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Torino -.Questo tipo di indagine rappresenta senza dubbio una opportunità per lo studio dei rituali funerari delle prime dinastie, di cui ancora scarsa è la conoscenza a causa dei pochi esemplari di corpi umani giunti fino a noi in buone condizioni".

Il reperto su cui verrà effettuato l'esame e che è attualmente custodito al Centro di Conservazione e Restauro della Venaria Reale insieme ad altre 23 mummie della stessa collezione, fu trovato nel sito di Gebelein nell’Alto Egitto, scavato dalla Missione Archeologica Italiana (MAI) nel 1920 a cui partecipò il professor Giovanni Marro (1875-1952), medico antropologo, fondatore del Museo di Antropologia ed Etnografia.

Informazioni importanti

"L’esame TC Spirale, con ricostruzione 3D e multiplanare - spiega la Prof.ssa Rosa Boano, docente di antropologia dell’Università di Torino - viene condotto per la valutazione delle strutture anatomiche non apprezzabili con l'esame esterno del corpo, poiché questo si presenta completamente bendato. Lo studio permetterà di effettuare indagini approfondite di Antropologia fisica e Paleopatologia per l'identificazione biologica del reperto come, ad esempio, la determinazione del sesso e dell'età biologica alla morte, e il riconoscimento di eventuali segni patologici sullo scheletro e sui tessuti che ancora si sono conservati".

 L'esame sarà poi utile per fornire informazioni sulla presenza o meno degli organi interni e quindi chiarire aspetti importanti di ritualità funeraria come, per esempio, l'uso di eventuali trattamenti di imbalsamazione.

Macchinario di ultima generazione

Il sistema Revolution EVO di GE Healthcare è un tomografo TAC di ultima generazione e fornisce immagini ad altissima definizione consentendo una precisa valutazione dei reperti anatomici. Sarà possibile identificare eventuali anomalie scheletriche acquisite o imputabili a cause post mortem, segni di patologie negli organi interni non rimossi, possibili cause di morte, nonché la determinazione del sesso e dell’età biologica della mummia. Inoltre, questo tipo di macchinario consente di ridurre sensibilmente gli artefatti metallici grazie alla funzionalità Metal Artifact Reduction, fondamentale in questo caso per identificare la presenza di oggetti metallici come amuleti o gioielli presenti sotto le bende

“I reperti egittologici costituiscono certamente una delle collezioni più importanti del Museo - ha dichiarato Cecilila Pennacini Direttrice del MAET - anche per via della loro antichità. Tuttavia il Museo possiede anche una ricca collezione etnografica composta da preziosi reperti provenienti da varie parti del mondo (Africa, Asia, America, Oceania, Europa) alcuni dei quali davvero unici, come lo Zemi, oggetto sacro della popolazione estinta dei Taino dell'isola di Santo Domingo risalente all'epoca precolombiana".

In futuro un'esposizione permanente 

La ricchezza e la varietà di queste collezioni deve tuttavia poter essere fruita anche dal grande pubblico, attraverso mostre e percorsi espositivi di taglio divulgativo, come quella attualmente in preparazione presso il Museo Egizio di Torino ("Lo sguardo dell'Antropologo. Reperti del Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino", 19 marzo -7 giugno 2020). "Speriamo che l'Università - ha concluso Pennacini - possa presto realizzare un allestimento permanente presso la sede del Polo Museale di Ateneo, dove le collezioni sono attualmente ubicate". 

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