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Inflazione record in Piemonte, a Torino aumenti da capogiro per l'olio di semi

Dall'inizio dell'anno a oggi, il rincaro è stato del 23%

Di recente, tutto costa più caro nei supermercati di Torino, ma è l'olio diverso da quello d'oliva ad aver subito il maggior aumento di prezzo. Dall'olio di semi a quello di arachidi, a ruba nelle scorse settimane, da quando è stato razionato in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, il rincaro dall'inizio del 2022 a Pasqua è stato del +23%. E lo seguono, se ne sarà accorto chi si occupa regolarmente della spesa settimanale, vegetali freschi (+17,5%) e burro (+17%) al terzo posto.

A rivelarlo la ricerca condotta dall'avvocato Patrizia Polliotto, presidente del comitato regionale piemontese dell'Unione nazionale consumatori (Unc). E' un'inflazione record infatti quella che in Piemonte, spinta dall'incremento dei prezzi dei beni energetici e dei trasporti (+9,4%), colpisce inevitabilmente famiglie e imprese. Secondo gli studi di Confartigianato è passata dallo 0,5% di febbraio 2021 al 5,1% dello stesso mese di quest'anno, con un incremento netto su base annua pari al 4,6%. 

Nella classifica degli aumenti si trovano poi la pasta fresca o secca e i relativi preparati con +13% (+2,4% in un mese), i frutti di mare, con un incremento del 10,8% e la farina (+10%). Tra i dieci prodotti che hanno subito i rincari più consistenti, nella carne per esempio, il pollame (+8,4%), la frutta fresca (+8,1%) e ancora il pesce fresco (+7,6%) e i gelati (+6,2%). Per latte conservato e margarina i prezzi sono saliti  del 5,7%, mentre per riso e zucchero +5,6%. Alle stelle anche il costo del pane, sia fresco che confezionato, salito oltre il 5,5%. 

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