rotate-mobile
Attualità

Eurovision, disoccupati e precari organizzano un presidio: "No al volontariato e al lavoro gratuito"

"Le istituzioni in questo modo evitano l'assunzione di lavoratori retribuiti"

"No al lavoro gratuito e al volontariato istituzionale": a ribadirlo saranno i lavoratori disoccupati e precari di Dobbiamo Vivere, domani, sabato 7 maggio al Parco del Valentino, in occasione dell'inaugurazione dell'Eurovision. Il presidio si terrà alle 18 sul lato Corso Massimo d'Azeglio, nei pressi del Castello. La kermesse internazionale tanto attesa inizia col botto. 

"Il volontariato sostituisce il lavoro pagato"

Un'iniziativa "per denunciare l'utilizzo del lavoro gratuito nella realizzazione del festival internazionale e nelle attività abituali del Comune di Torino, nonché la diffusione massiccia di forme di lavoro gratuito e semigratuito. Come disoccupati e precari organizzati ci opponiamo con forza alla diffusione del lavoro gratuito e semigratuito  e del volontariato istituzionalizzato che sostituisce il lavoro pagato. Rivendichiamo invece un massiccio piano di assunzioni per garantire il buon  funzionamento e il miglioramento dei servizi di pubblica utilità e un sostegno al reddito adeguato al costo della vita per tutti i disoccupati e i precari".

Per permettere lo svolgimento dell'Eurovision Song Contest, la manifestazione musicale in programma dal 10 al 14 maggio che porterà comunque importanti introiti sul territorio, saranno infatti impiegati 600 volontari. Ma in questo particolare momento storico, in cui il costo della vita aumenta e i salari continuano a non adeguarsi creando inevitabilmente difficoltà e malcontento, il volontariato - pur trovando ancora adepti - viene sempre meno tollerato.

E l'Eurovision non è un caso isolato: "Come era accaduto già durante le Olimpiadi del 2006 - spiegano i rappresentanti di Dobbiamo Vivere -, anche oggi si illudono migliaia di  giovani e meno giovani del fatto che lavorare come volontari in questi eventi può portare all’apertura di porte e strade verso un futuro lavorativo, ma anche questa volta tale promessa resterà vuota".

Volontari impiegati in tutti i settori

I volontari del Comune di Torino sono 6.000, che svolgono attività nei settori ambiente, cultura, istruzione, sociale, turismo, oltre a progetti che forniscono volontari ad Enti, scuole, associazioni esterne.  "Il Comune di Torino - continuano i disoccupati e precari - usa sempre più massicciamente il volontariato anche nello svolgimento delle normali funzioni a servizio della collettività. Si è arrivati addirittura a incentivare le dimissioni di dipendenti (progetto volontariato civico T&Y), per poi sostituirli con volontari".

"Oltre al volontariato, si diffondono a macchia d’olio le forme di lavoro gratuito e  semigratuito, dall’alternanza scuola-lavoro ai cantieri di lavoro in vista della pensione, passando per mille tirocini curriculari e non, progetti di reinserimento per disoccupati e una quantità di altre forme consolidate. Ultimo in ordine di tempo il progetto di impiegare i percettori di reddito di cittadinanza per coprire le mancanze di organico nei servizi civici".

 "Come disoccupati e precari organizzati denunciamo l’uso del lavoro gratuito e semigratuito, che sostituisce il lavoro pagato, consentendo ad istituzioni pubbliche e private di evitare l’assunzione di lavoratori e lavoratrici retribuite in condizioni dignitose. In altre parole contribuiscono a peggiorare ulteriormente la disoccupazione e la precarietà".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Eurovision, disoccupati e precari organizzano un presidio: "No al volontariato e al lavoro gratuito"

TorinoToday è in caricamento