Coronavirus nelle scuole del Piemonte, positivo uno studente su cinque. E la proporzione tende a salire

5625 ragazzi risultati positivi; 3364 gli operatori scolastici (insegnanti, bidelli e amministrativi)

Mentre si fanno pressanti le richieste di studenti e genitori affinchè tutte le scuole possano tornare a svolgersi in presenza, dal Consiglio regionale del Piemonte arrivano numeri che fanno riflettere. Su 27440 studenti piemontesi testati, 5625 sono risultati positivi. E nell'ultima settimana il dato si è fatto più allarmante. Negli istituti scolastici della nostra regione - elementari e prima media -, su 2414 ragazzi testati, 830 sono risultati positivi - circa il 30% del totale - e su 10370 operatori scolastici, positivi in 3364.  Dati freschi di ieri, martedì 17 novembre, forniti direttamente dall'assessore alla Sanità, Luigi Icardi: un positivo al covid ogni cinque esaminati, una proporzione che è salita a quasi uno su tre negli ultimi sette giorni.  

Un quadro preoccupante

E che continua ad alimentare il fuoco dibattito, mai spento soprattutto sui social, sulla scuola e sulla necessità degli studenti di tornare al più presto e ad ogni costo nelle loro aule. Un tarlo per le istituzioni che da mesi cercano di districarsi tra le richieste delle famiglie e i dati oggettivi - da settimane preoccupanti - sull'andamento della pandemia che riguardano contagi, ricoveri negli ospedali e morti.  I numeri sono stati riproposti sulla sua bacheca di Facebook, dalla consigliera del Movimento Cinque Stelle Francesca Frediani. 

"E' un quadro preoccupante - commenta -.  Non tanto per i valori in sé ma perchè sappiamo che, dietro ogni tampone e dietro ogni positività accertata, ci sono famiglie che devono affrontare lunghi periodi di incertezza e gestire condizioni di isolamento che spesso non consentono ai ragazzi di accedere alla didattica a distanza. In questi giorni - prosegue Frediani - il tema della scuola sta tornando prepotentemente al centro dell’attenzione perché ci sono delle legittime richieste da parte di studenti che auspicano un ritorno in aula, ma la didattica in presenza a tutti i costi, a fronte di questi dati, non sembra una soluzione percorribile almeno a breve termine".

Didattica online per tutti?

A fronte quindi di un intero sistema che non è stato predisposto per reggere gli assembramenti creati inevitabilmente dal mondo della scuola, non tanto negli istituti in sè dove i controlli e l'attenzione da parte del personale non mancano, ma soprattutto sui mezzi pubblici, l'unica strada ragionevole da percorrere sembrerebbe essere quella della didattica online.  

"Il primo obiettivo delle istituzioni - conclude la consigliera grillina - deve essere garantire il diritto allo studio e la continuità didattica, utilizzando tutti gli strumenti che la tecnologia e la competenza degli insegnanti mettono a disposizione. E l’auspicio di tutti è, ovviamente, che l’emergenza passi al più presto e si possa tornare a popolare le nostre scuole".

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