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Mercoledì, 7 Giugno 2023
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A Vaie il negozio 'esoterico' che non piace al parroco, la vicenda ricorda il film Chocolat

Nell'omelia di Pasqua il religioso avrebbe invitato i fedeli a non frequentarlo, la titolare ha risposto su Facebook. Poi i due si sono chiariti

La vicenda ricorda in tutto e per tutto quella del film Chocolat, in cui una cioccolateria apre in un paesino della Francia e viene additata dai religiosi locali come luogo di perdizione, con numerosi tentativi da parte di questi e del sindaco di mettere i bastoni tra le ruote all'attività che invece conquista a poco a poco tutti i cittadini. Ma qui siamo a Vaie, paese della bassa valle di Susa che fino al 1937, quando il fascismo impose i nomi italianizzati, si chiamava Vayes e che molti vorrebbero che tornasse a chiamarsi così. Da un mese, per ironia della sorte dopo una disavventura iniziale legata a un ritrovamento di ossa, poi rivelatesi animali (negli anni '50 del secolo scorso c'era una macelleria), nei locali in ristrutturazione, vi ha aperto un negozio chiamato La Terra delle Streghe, che vende cristalli, oli essenziali, candele e incensi.

Questo, però, non è piaciuto al parroco del paese, il 60enne don Sergio Blandino, che nella messa della mattina di Pasqua, domenica 17 aprile 2022, avrebbe invitato apertamente i fedeli a non andarci, attaccando nell'omelia tutto quello che definisce "un esoterismo diffuso, cose in cui è meglio non metterci neanche un dito". Sembra però che la polemica sia rientrata e sabato 24 lo stesso parroco (che nega di avere parlato del negozio per l'intera omelia, nominandolo soltanto "di sfuggita") è andato a fare visita alla negoziante, la 45enne Nicoletta Branco, che fino a poco tempo prima gestiva la stessa attività ma solamente online. La stessa Branco aveva ricevuto anche la visita del sindaco Enzo Merini, che si era definito soddisfatto visto che una nuova attività commerciale aveva aperto nel centro storico da cui, solitamente, i negozi si allontanano.

Il post su Facebook della titolare del negozio

"Stasera mi girano pesantemente... 'Caro' don Sergio, io e lei nemmeno ci conosciamo, mi viene da dire fortunatamente, pensavo che il Tribunale dell'Inquisizione avesse finito di condannare le donne medicina, le curandere, gli eretici, etc... Invece mi sbagliavo! Eh sì 'caro' don Sergio... Mi è giunta voce, ovviamente da più 'fedeli' che durante la sua santa Messa, si è permesso di dire di non accedere nel mio negozio, La Terra Delle Streghe, (per chi non lo sapesse) poiché è un luogo di perdizione e di allontanamento dal divino... Ora, io mi domando un po' di cose e vorrei delle risposte e le sarei anche grata se  venisse a fornirmele di persona poiché il mio negozio è aperto a tutti, anche a lei.... La prima è: 'Sa che cosa vendo all'interno del mio negozio oppure si è prettamente soffermato sulla parola strega riportata sull'insegna?'. La seconda è: 'Il mio negozio è considerato un luogo di perdizione, per gli incensi? Per gli oli essenziali? Per i cristalli? Per le candele? Oppure per l'arredamento? Mi spieghi lei perché io proprio non ci riesco'. Terza ed ultima domanda: 'Cosa c'è di diverso nelle fumigazioni che fa la Chiesa piuttosto che quelle che fa uno sciamano? Gli incensi sono gli stessi, il fumo è uguale, e l'intenzione di purificare il luogo, il corpo e la mente è la medesima!". Concludo dicendole, 'caro' don Sergio, che nonostante il mio pensiero sulla Chiesa, sui suoi fedeli e sui molti preti pedofili (ovviamente non è il suo caso) me ne guardo bene dal dire a tutti i miei conoscenti, amici e o clienti di  frequentare il luogo di culto da lei presieduto. La invito nuovamente nel mio negozio per un confronto tra persone civili, quale io mi reputo. Mi auguro che l'argomento Terra Delle Streghe durante le sue omelie sia terminato. Se non sa di cosa parlare nei suoi prossimi sermoni posso offrirle qualche spunto. Detto questo le auguro una felice serata".

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