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Strade deserte in centro (foto di Ionela Mihaela Dumitru)

Strade deserte in centro (foto di Ionela Mihaela Dumitru)

Covid, Piemonte verso la zona rossa: i dati hanno superato le soglie d'allerta

E la Regione accelera sui vaccini

Il Piemonte si prepara ad entrare in zona rossa. Nulla di ufficiale ancora, ma il rischio, in base ai dati degli ultimi giorni, 'è concreto'. Così come aveva già anticipato ieri, l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. "Siamo a circa 2 mila ricoverati e 200 in terapia intensiva - ha dichiarato - e proprio le misure più restrittive servono a ridurre i contagi e ad evitare di arrivare di nuovo agli oltre 5 mila ricoveri che abbiamo avuto in passato. L'unica cosa da fare è stringere e adottare misure più rigorose per evitare i contagi, tenendo conto che questa è una variante molto più contagiosa". Piemonte rosso forse da lunedì 15 marzo dunque, ma si teme che Draghi possa decidere di mettere in zona rossa tutta l'Italia già nel week-end. Le restrizioni potrebbero durare anche fino a Pasqua compresa. 

I dati recenti

Nella nostra regione, la soglia d'allerta dei 250 contagi ogni centomila abitanti è stata superata (277 piemontesi ogni 100mila, ndr) così come le percentuali limite di occupazione di letti negli ospedali, sia nei reparti ordinari che di terapia intensiva. L'aumento esponenziale dei contagi - +47% rispetto alla scorsa settimana - dovuto all'infettività elevata della variante inglese, e l'incremento dei ricoveri insomma non fanno dormire sonni tranquilli agli esperti. Sale così anche il famoso indice Rt che supera il fatidico 1,25, valore che determina il passaggio in rosso. A Torino a breve dovrebbe riaprire, per alleggerire la pressione negli ospedali in città, il covid hospital del Valentino, a cui verranno destinati i pazienti meno gravi o in via di guarigione. 

Accelerare con i vaccini

E con il Piemonte rosso, la Regione punta a dare un'accelerata sui vaccini. Ieri, il presidente Cirio ha annunciato dal 15 marzo, la possibilità di prenotarsi per il vaccino anti covid, per gli over 70 e le categorie vulnerabili. 

"Ad oggi - ha spiegato Icardi - abbiamo 136 hot spot già aperti in tutta la regione, ne apriremo sicuramente un altro a Torino e faremo anche degli hot spot mobili nei vari comuni, nelle valli, proprio per dare maggiore possibilità e capillarità alla vaccinazione. Al momento - ha aggiunto - siamo la terza regione come numero di vaccinazioni in Italia". Il problema vero della campagna vaccinale resta "l'approvvigionamento di dosi. Se ce ne danno di più - ha concluso l'assessore - ne facciamo di più, utilizzando anche quella grande forza che abbiamo a disposizione che sono i medici di medicina generale".

Cosa cambia in zona rossa

Se e quando scatterà la zona rossa, verranno aumentate le restrizioni. Chiuderebbero le scuole di ogni ordine e grado con il ripristino al 100% della didattica a distanze anche nei comuni che questa settimana si sono ancora salvati e hanno le scuole aperte dai nidi alla prima media compresa (quelli inseriti nella fascia di rischio 2).

Ad abbassare le serrande del tutto saranno anche i bar, ora aperti per il solo asporto, e le attività commerciali non essenziali. Restano aperti invece alimentari, edicole, farmacie, librerie, cartolerie, negozi di abbigliamento per bambini, ottici, negozi per animali, fiorai, commercio al dettaglio di detersivi e altri prodotti per l'igiene. 

Cambieranno anche gli spostamenti. In zona rossa è vietato uscire dal proprio comune ma anche all'interno dello stesso, salvo comprovate necessità lavorative o motivi di salute. Vietati gli spostamenti verso le seconde case, ma il rientro presso il proprio domicilio è sempre consentito, in qualunque momento.   


 


 

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