Domenica, 26 Settembre 2021
Attualità Parella / Via Madonna delle Salette

Parella, raccolte 2.000 firme per salvare il 'pratone': "Qui non si costruiscano palazzi"

Su quel terreno dovrebbe sorgere un Villaggio per le Universiadi

Duemila firme per dire no all'edificazione del villaggio delle Universiadi 2025 nel grande prato in via Madonna delle Salette. Sono state consegnate lunedì 13 settembre dal Comitato 'Salviamo i prati' di Parella che così ha presentato la Proposta di Delibera d’iniziativa Popolare con la quale chiede di definire inedificabile l’area, destinandola esclusivamente a verde di quartiere. 

"Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà alla proposta dell’amministrazione comunale uscente di costruire le strutture per le Universiadi al posto degli orti vicini al pratone di Via Madonna della Salette: gli orti vanno salvaguardati come qualunque altra area verde e non possono essere oggetto dell’operazione speculativa prospettata", scrivono in una nota.

"Si tratta di uno degli ultimi terreni vergini della città, prezioso spazio di natura e socialità, pubblico e libero", continuano, "Incredibilmente da alcuni anni molti cittadini e abitanti della zona sono costretti a lottare per salvarlo. Da Piano Regolatore risulta edificabile e l’amministrazione comunale ha più volte proposto progetti per costruire edifici per servizi (inizialmente un Palavolley, poi due edifici per le Universiadi 2025)".

Con questa iniziativa i cittadini del quartiere passano la palla alla prossima amministrazione che dovrà esprimersi sulla loro richiesta: "Dopo la verifica della validità delle firme raccolte, da parte degli uffici, il nuovo Consiglio Comunale sarà tenuto a discutere la Proposta di Delibera d’iniziativa Popolare e a decidere se approvarla o meno. Avrà così la possibilità di dimostrare se intende continuare il trend del consumo di suolo, portato avanti dalle amministrazioni che si sono avvicendate fino ad oggi e che ha reso Torino la Città Metropolitana più cementificata d’Italia oppure invertire la rotta, salvare uno degli ultimi prati con verde in piena terra e adottare, effettivamente e non con vuoti slogan, una politica urbanistica che si ponga come priorità l’arresto del consumo di suolo preferendo l’utilizzo di aree già urbanizzate e dismesse". 

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