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Piemonte, negozi aperti la domenica e nei giorni festivi: i sindacati chiedono la chiusura 

Sulle badanti ‘in fuga’ è intervenuta Monica Canalis, vice Segretaria Pd Piemonte e Consigliera regionale

Immagine di repertorio

Dopo la firma, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, della proroga dell’ordinanza relativa all’emergenza coronavirus, insorgono i sindacati: “Il Presidente Cirio, nella sua ordinanza di venerdì, pone maggiori limitazioni e tra le altre cose riduce il lavoro alle badanti, seppur siano prive di copertura della cassa in deroga, solo se con comprovate ed indifferibili esigenze della persona assistita, ma non regola le aperture festive dei supermercati”. 

CGIL, CISL e UIL regionali hanno chiesto un intervento al presidente Cirio e all’Assessore al Commercio per la chiusura nei festivi e nelle domeniche, motivandolo in diversi modi. Secondo le sigle sindacali: “In Piemonte, a differenza di quello che capita in metà delle altre Regioni, i supermercati continuano a poter rimanere aperti anche la domenica e addirittura potranno rimanere aperti a Pasqua e Pasquetta. La Regione Piemonte dovrebbe guardare di meno alla Lombardia e di più al Veneto, visto che hanno lo stesso colore politico, dove i negozi sono stati chiusi le domeniche e, con la recente ordinanza, anche il lunedì dell’Angelo: forse sarebbe meglio imitarli, non solo per la regolamentazione nel commercio, visti i risultati sulla diffusione dei contagi”.

Questione badanti. Canalis (Pd): “Non possiamo far fuggire le badanti dalle nostre famiglie”

L’ordinanza di venerdì stabilisce inoltre che “È consentito alle persone addette all’assistenza di anziani, ammalati o diversamente abili di svolgere la propria attività solo in presenza di esigenze comprovate e indifferibili della persona seguita”.

Sulla questione è intervenuta Monica Canalis, vice Segretaria Pd Piemonte e Consigliera regionale, sottolineando che questa parte del decreto può creare seri problemi sociali e sanitari e che necessita di urgente chiarimento: “Oggi (sabato 4 aprile, ndr) ho chiesto alla Giunta regionale di chiarire questo punto, al fine di rassicurare le famiglie. Non possiamo permetterci di far scappare le badanti dal Piemonte, proprio in questo momento in cui anziani e persone con disabilità hanno particolarmente bisogno di loro, sia gli autosufficienti sia i non autosufficienti. Peraltro si tratta di un vincolo ‘piemontese’, visto che il DPCM consente lo svolgimento di questa attività di assistenza che ha natura ‘essenziale’. Con quello che sta accadendo nelle RSA, ben venga che anziani e persone con disabilità siano seguiti a casa dalle badanti, le quali, rimanendo senza lavoro, andrebbero ad ampliare le file dei nuovi poveri originati dall’emergenza Covid-19. Non è chiaro inoltre cosa concretamente le badanti dovrebbero fare per dimostrare la necessità dell'assistenza ad anziani: portarsi dietro l'invalidità civile dell'anziano? Il progetto stipulato con Comune e Asl? Le valutazioni UVG? Questa parte del decreto può creare seri problemi sociali e sanitari e necessita di urgente chiarimento”.
 
 

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