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Sabato, 22 Gennaio 2022
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I vigili del fuoco di Rivoli e Grugliasco dicono addio a Roberto 'Bob' Bordina, morto a 69 anni

Lascia moglie e due figli, domani i funerali e il ritorno della salma nel paese di origine

Roberto Bordina, per tutti semplicemente Bob, per lunghissimo tempo caposquadra dei vigili del fuoco volontari di Rivoli (ma con un trascorso anche al distaccamento di Grugliasco) è morto ieri, mercoledì 29 dicembre 2021, all'età di 69 anni. I suoi funerali saranno celebrati domani, venerdì 31, nella parrocchia di San Giacomo di via Galimberti a Grugliasco, non lontano dalla sua abitazione dopodiché la salma proseguirà per il cimitero di Rosolina, in provincia di Rovigo, località di cui era originario. Lascia la moglie e due figli.

Non rivestiva più l'incarico per limiti di età dal 2012, quando aveva compiuto 60 anni, a termine di un servizio iniziato nel 1974, quando aveva appena 22 anni. Per i pompieri rivolesi si tratta di una gravissima perdita, soprattutto a causa dei suoi insegnamenti ma anche del suo continuo impegno, che aveva portato tra l'altro il distaccamento a ottenere alcuni mezzi operativi utilizzati poi durante gli interventi.

I ricordi dei suoi compagni di Rivoli e Grugliasco

"Fino a oggi - scrive Alessandro Paradiso - non ho conosciuto un pompiere migliore di lui: insegnava ma era umile, era un capo che creava gruppo. Quante serate passate a giocare a calcetto fino alle tre di notte, ma sugli interventi diventava serissimo".

"Vent'anni fa - aggiunge Francesco Cravero - era stato capo distaccamento da noi e io ero il suo vice. Era veramente in gamba ed era particolarmente attivo in tutto quel che faceva. In più se andavi a una festa e c'era lui, sapevi che ti saresti divertito".

Secondo Alessandro Tarantini era "una persona precisa, il tipo vecchia scuola ma non rigido. Quando tornavamo dagli interventi restavamo a giocare a biliardino fino alle 3 di notte e diceva sempre la mitica frase: 'Fermé nen el vent'. È stato sia un buon maestro che un buon compagno".

"È stato il mio caposquadra per eccellenza - dice Davide Palmisano - e mi ha insegnato tantissimo: un mare, ma veramente un mare di cose. Sono stato anche fortunato perché mi portava sul palmo di una mano e non lo faceva certo con tutti. E che carattere, era un petardo: prendeva le cose sempre di petto ma se ti doveva dire qualcosa non te la mandava a dire".

"Ho iniziato la mia carriera in squadra con lui - racconta Renato Agueli -. Per me è stato un secondo padre. Notavi subito il suo carattere: se vedeva una cosa rosa doveva per forza essere rossa. A livello pompieristico c'era solo da imparare".

"Bob era un pompiere vecchia scuola - secondo Elena Guidi -. Faceva le cose con quella determinazione e caparbietà che ora non si usa più, ma che allora andavano comunque bene. Bisognava conoscerlo, perché all'inizio appariva rude ma in realtà era buono. Un riferimento per tutta la squadra. Trovava sempre la soluzione semplice in ogni intervento. E poi teneva a noi".

"Mentre ci divertivamo, ci insegnava - conclude Luca Sanfilippo -. E anche tanto. Era una persona solare, sempre allegra, ma se si imputava non mollava. È anche grazie alla sua caparbietà se il distaccamento è riuscito a raccogliere molti fondi per l'acquisto di mezzi, perché era sempre in prima linea a organizzare e ci metteva la faccia".

Morto Roberto Bordina - 29 dicembre 2021

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