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L'Università e il Politecnico di Torino dicono addio a Rodolfo Zich, Rettore per 14 anni

Aveva 83 anni

Il mondo universitario piange la morte di Rodolfo Zich, professore e Rettore del Politecnico dal 1987 al 2001, oltre a essere stato ordinario di Campi Elettromagnetici fino al 2011 presso l’allora Dipartimento di Elettronica dove fu assistente del professor Guido Boella. 

Aveva 83 ann. 

Fu anche insignito del titolo di Professore Emerito. Fondamentale fu il suo contributo nello sviluppo edilizio dell’Ateneo tramite il progetto della “Cittadella Politecnica”, che giocò un ruolo fondamentale nella rilettura urbanistica della Città di Torino.

Notevole, inoltre, fu il suo apporto alle riforme degli studi universitari negli anni ‘90 a livello nazionale, nonché di estrema rilevanza fu il suo ruolo nel rilancio dell’innovazione digitale a Torino e in Piemonte, tanto da ricoprire la carica di Presidente dell’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico (AICA).

Membro dell’Accademica delle Scienze, Presidente e Fondatore della Fondazione Torino Wireless (ora Piemonte Innova), e dell’Istituto Superiore Mario Boella (ora Fondazione Links), è stato Presidente del Centro di Ricerca CSELT Telecom, Presidente del Consorzio NET.T.UNO, la prima Università telematica italiana e ora Università Telematica Internazionale UniNettuno e Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo.

Toccante il ricordo del professor Guido Saracco, attuale Rettore del Politecnico di Torino:

"A nome di tutta la comunità politecnica esprimo il profondo cordoglio per la scomparsa del professor Zich. Durante il suo lungo mandato, grazie alla sua visione estremamente moderna e innovativa ha contribuito a cambiare il volto di Torino come città universitaria e ha dato un nuovo impulso al Politecnico avviandolo a diventare realmente un Ateneo al contempo motore per il territorio e modello gli altri Atenei del nostro Paese. Dopo la sua guida, non ci ha mai più abbandonato la profonda motivazione che deriva dal sentirci un Ateneo in stretta relazione con il sistema produttivo, la comunità scientifica e la società tutta. È da questa sua visione che ha avuto impulso il raddoppio della sede di Corso Duca degli Abruzzi, con la costruzione di quella Cittadella Politecnica che ancora oggi è cuore del nostro Ateneo e simbolo di come riuscire ad integrare le attività di didattica, ricerca e innovazione nel tessuto urbano con ambizioni che vanno ben al di là del ruolo tradizionalmente svolto dall’accademia. Ogni suo successore ha sentito il dovere e l’onore di raccogliere la sua eredità, ed è grazie a questa sua capacità di proporre nuove prospettive, portata avanti con impegno e passione, che oggi abbiamo raggiunto traguardi e realizzato progetti in grado di cambiare e migliorare la società. Perdo con lui un amico, una fonte di ispirazione, una guida che mi hanno accompagnato per 30 anni".

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