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Addio a Maurizio Principato, il giornalista di Rivarolo Canavese morto dopo una caduta in bici

Storica voce di Radio popolare. I colleghi: "Non così presto"

Mondo del giornalismo in lutto per la morte di Maurizio Principato, 54 anni, storica voce di Radio popolare che dallo scorso 11 marzo era ricoverato in ospedale dopo una caduta in bicicletta. Negli ultimi giorni il suo quadro clinico si è aggravato e purtroppo non c'è stato nulla da fare. 

Originario di Rivarolo Canavese, a Milano aveva iniziato la sua carriera proprio a Radio popolare. Grande appassionato di musica, bassista di ottimo livello e amante dei fumetti, Principato è stato ricordato dalla sua stessa radio con un ultimo saluto commovente. 

L’addio dei colleghi di Radio popolare

"Per molti ascoltatori eri la mattina presto o la mezzanotte del martedì. Ovvero le aperture di musica classica della domenica, o la trasmissione nel cuore della notte dove miscelavi le tue musiche di qualità, con racconti di note e di emozioni. Per il palinsesto della radio però eri molto di più: le rubriche a Esteri e a Cult, le conduzioni estemporanea ovunque ce ne fosse bisogno, partire come inviato al Medimex di Bari o fare il corrispondente da Tel Aviv per una rassegna musicale", hanno scritto da Radiopop.
 
"Per la vita  della radio eri altro ancora: potevi indifferentemente suonare il basso con gli Abbo, la resident band aziendale, o affettare i cocomeri alle feste di ferragosto, oppure cercare uno sponsor o un contratto pubblicitario per una trasmissione. Tutti impegni da incastrare con quelli che avevi fuori dalla radio. E anche qui come varietà non si scherzava. Presentare un volume di Graphic Novel o organizzare un evento sugli Abba, raccontare il fascino che ti incutevano paesi come la Norvegia o altri lembi del profondo nord. O incantare gli astanti in una di quelle serate dove raccontavi la vita e la musica di artisti che trattavi come fossero stati tuoi compagni di scuola. Per esempio eri in grado di raccontare David Bowie come se lo avessi conosciuto personalmente", si legge nel pezzo a firma Claudio Agostoni, che ha scavato nel cassetto dei ricordi, tutti ancora freschissimi. 
 
"Dietro ai microfoni della radio o a quelli di una delle tue serate sapevi trasmettere la tua passione per la l’arte e la bellezza. E lo facevi con una voce che è quella che vorrebbero avere tutti quelli che fanno radio. E proprio la tua voce, insieme ai tuoi sorrisi e alla tua presenza discreta, saranno una mancanza incolmabile - hanno assicurato da Radiopop -. Ci piace pensare che forse ora potrai farti spiegare da Frank Zappa, il tuo maestro, i segreti delle sue follie che ancora non eri riuscito a decriptare. Dicevi spesso che «la vita è un viaggio», ma potevi anche non partire così presto…".
 

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