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Green pass, dalla sindaca di un paese della Val di Susa l'invito alla 'disobbedienza civile'

Ha scritto un post su facebook

Marina Pittau, sindaca di Mattie un paesino della Val di Susa con meno di mille anime, affida ai social il suo pensiero disobbediente. Poche righe con le quali invita alla disobbedienza civile in vista del passaggio in zona arancione del Piemonte. Sì, perché a partire da domani, lunedì 24 gennaio, chi non sarà vaccinato subirà limitazioni importanti. 

Sarà infatti necessario per esempio il green pass rafforzato per accedere ai negozi dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, per fare sport da contatto o per partecipare a corsi di formazione in presenza. Limitazioni anche negli spostamenti da Comune a Comune o fuori Regione per chi non ha il green pass base. 

"Dunque da lunedì in arancione", esordisce Marina Pittau su facebook sottolineando quella che a suo avviso è una contraddizione tra gli annunci della Regione che esalta la macchina vaccinale piemontese e le parole di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, che ha dichiarato che il passaggio in arancione sarebbe per colpa dei no vax. 

"Abbiamo distrutto la sanità pubblica per quella privata, prodotto norme incostituzionali, limitato la libertà di parola e pensiero", scrive Pittau che poi continua, "credo che da servitore dello Stato sia giunto il momento di esprimere un pensiero pubblico ai mie cittadini e nn solo. Disobbedienza civile.... Forza è ora di farci sentire e invito i colleghi a far la stessa cosa....". 

Come manifestare? La risposta della Pittau arriva in un commento al suo post: "Magari organizzare delle manifestazioni in tutte le piazze d'Italia contemporaneamente e dire ai signori di palazzo che la realtà oltre palazzo è un tantino diversa...". 

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