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Mancano 4mila infermieri in Piemonte: a Torino non ci sono concorsi e il personale sospeso non è stato sostituito

Il NurSind annuncia scioperi

Gli infermieri piemontesi sono sul piede di guerra. Da 20 mesi alle prese con la pandemia, oggi con l'avvio delle terze dosi e una richiesta di lavoro ancora più pressante, lanciano l'allarme. Nella nostra regione ne mancano 4mila in regime ordinario e il personale attualmente impiegato è sovraccarico: oltre a dover far fronte all'attività ordinaria nei reparti d'ospedale, è impegnato in quella di tracciamento e, appunto nelle vaccinazioni, senza dimenticare che inizia a essere provato fisicamente e psicologicamente dalle prime tre ondate della pandemia. Inoltre, si avvicina il periodo natalizio e gli infermieri rischiano per il secondo anno di fila, di dover rinunciare alle festività in famiglia e di essere sottoposti a turni di lavoro massacranti. NurSind Piemonte, il sindacato degli Infermieri, ha quindi scritto al prefetto e annunciato una serie di iniziative di protesta che, in assenza di risposte in sede di conciliazione, porteranno inevitabilmente allo sciopero.

A Torino non ci sono concorsi

"Non abbiamo alcuna certezza sulle integrazioni del personale - spiega Giuseppe Summa, referente del sindacato - e in particolare a Torino, chiediamo da tempo un concorso per le assunzioni a tempo determinato, nell'Asl To4 e nell'AslTo 5. Inoltre i colleghi che non hanno voluto vaccinarsi e sono stati sospesi, non sono ancora stati sostituiti. Si parla di 2mila persone in tutto il Piemonte: non numeri grandi in termini percentuali, ma certamente significativi per ciò che riguarda la distribuzione del lavoro. E in tutto questo - conclude - ci chiedono di continuare a lavorare a testa bassa". Inoltre vi sono Asl che stipulano contratti lavorativi a tempo determianto con durate temporali diversi: in alcune aziende sono a 12 mesi, in altre a 36 mesi. Così le varie professionalità in scadenza tendono ad andare ovviamente dove ci sono contratti che durano di più con il risultato che nelle Asl, restano 'buchi' di competenze. ù

"Sono state tante le promesse - dichiara Francesco Coppolella, Segretario Regionale NurSind -  ma cosa hanno visto sino ad oggi gli infermieri è solo una presa di distanza che poco alla volta sta facendo dimenticare una questione che rimane irrisolta. Lo stupore per le nostre condizioni di lavoro e per i nostri scarsi riconoscimenti - continua - si è trasformato in indifferenza. Non siamo riusciti a prendere neanche le briciole che ci spettavano di diritto".

Gli infermieri piemontesi potrebbero optare per la Valle d'Aosta

E poi mancano gli incentivi economici per il lavoro prestato al di fuori dell'orario di servizio: ogni ora in più insomma, molto spesso non viene pagata. Un'altra preoccupazione di NurSind è quella relativa alla possibilità che parte del personale, in assenza di politiche attrattive in Piemonte, possa orientarsi verso altre regioni, una su tutte la Valle d'Aosta, dove i compensi sono più alti che nella nostra regione e dove sono stati appena stanziati fondi per attribuire agli infermieri un' indennità specifica. A partire da gennaio gli infermieri assunto con contratto a tempo indeterminato riceveranno 350 euro di incentivi mensili, per tre anni. Per proteggere le professionalità acquisite, il Piemonte  dovrebbe fare altrettanto, rinnovando i contratti con offerte allettanti e adeguate alla preparazione dei professionisti della sanità. 


 

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