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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Covid, si pensa a un lockdown solo per i non vaccinati: anche Cirio sarebbe favorevole

Il professor Di Perri: "Meglio allargare la vaccinazione ai bambini"

Se un nuovo lockdown dovrà esserci che sia all'austriaca: ovvero che preveda misure di contenimento esclusivamente per chi non si è vaccinato. È questo il pensiero che comincia a essere dominante tra i presidenti delle regioni italiane. Anche se non lo dice esplicitamente di questo avviso sarebbe anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte. 

"Oggi si fa tanto parlare di nuove restrizioni: se ci dovranno essere, se ci saranno", ha detto il presidente Cirio durante il suo intervento in occasione dell’apertura dell’Anno sportivo piemontese a Vercelli, "Bene, queste restrizioni non potranno essere pagate da chi si è vaccinato. Sarebbe un'ingiustizia profonda perché chi si è vaccinato ha dato prova di fiducia nelle istituzioni e questa fiducia deve essere ripagata". 

Tradotto: se restrizioni dovranno esserci coinvolgano solo i non vaccinati. In Austria per esempio chi non è vaccinato non può andare a teatro, al cinema e si può spostare da casa solamente per andare al lavoro e a fare i servizi essenziali. 

Ricetta che potrebbe non essere necessaria secondo Giovanni Di Perri, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Amedeo di Savoia di Torino: "Sono provvedimenti di natura politica che in questa fase potrebbero aggiungere elementi di limitazione della diffusione del virus, ma il grosso nel nostro Paese è già stato fatto dalla copertura vaccinale in essere". 

"Quello che è stato fatto è stato utile e sta frenando la diffusione del virus in maniera sostanziale", continua Di Perri, "Per quanto riguarda il Piemonte io punterei più su misure di intensificazione della vaccinazione, compreso il fatto di estenderla in soggetti al di sotto dei 12 anni perché un'infezione su tre arriva da quella fascia". 

Su una quarta ondata? "Noi stiamo lavorando molto sulla terza dose e una eventuale vaccinazione dei bimbi allargherà lo schermo di protezione. In questo momento abbiamo il doppio dei contagi rispetto a dieci giorni fa, ma non abbiamo il doppio degli impegni in ospedale. Questo la dice lunga sul fatto che i vaccini stanno evitando forme di infezione di interesse ospedaliero", ha concluso Giovanni Di Perri.  

Personale ospedaliero

Intanto nella serata di ieri, martedì 16 novembre, i sindacati hanno annunciato l'accordo con la Regione Piemonte per la proroga di tutti i contratti a tempo determinato, di tutti i profili del personale sanitario, per la durata di 12 mesi. "Questo provvedimento riguarderà 5.700 unità del Servizio Sanitario Regionale. Un risultato importante frutto della nostra richiesta avanzata all'Assessorato il 5 di novembre. Appena le norme lo consentiranno,  vogliamo avviare una stagione di confronti con la Regione Piemonte per la stabilizzazioni dei precari che ne avranno titolo e l'avvio di assunzioni straordinarie al fine di strutturare definitivamente gli organici del Servizio Sanitario Regionale", scrivono i sindacati.
 

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