Torino, lettera omofoba a due ristoratori: "Culattoni". Loro rispondono con il dito medio

"Frustrato, noi viviamo felici e contenti"

Stefano e Gaetano, titolari della Pizzeria 150 di via Nizza

Apostrofati come 'culattoni' da una lettera anonima che hanno ricevuto nella mattinata di ieri, martedì 6 ottobre 2020, due ristoratori torinesi, Stefano Cadeddu e Gaetano Perrone, titolari della Pizzeria 150 di via Nizza 29, a San Salvario, hanno risposto con un salace post su Facebook, pubblicando anche una foto in cui rispondono all'autore facendo il dito medio. Il pretesto per l'insulto omofobo, si legge nella lettera (di un sedicente cliente di Milano, spedita lo scorso 1 ottobre), è il fatto che il locale fosse chiuso all'ora di pranzo.

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Il post di risposta dei due ristoratori

"In questo post - scrivono i due ristoratori - utilizzeremo linguaggio esplicito e volgare. Ci scusiamo, ma allo stesso tempo siamo convinti che per comunicare con certe teste altro non funziona!. E adesso ti spiegheremo anche il perché, oltre che a metterci la faccia sempre e comunque, siamo orgogliosamente convinti che il nostro locale, aperto a tutti e a tutte le forme di pensiero, davvero non abbia bisogno di coglioni come te. Ci siamo sforzati di trovare un nesso tra la mancata riapertura del negozio a pranzo e la nostra vita privata. Dopo qualche ora siamo giunti alla conclusione che probabilmente avresti bisogno di uno psichiatra, fai tesoro dei consigli che ti diamo. In genere, abituati da sempre a vivere la nostra vita liberi e felici, caro il nostro frustrato e probabilmente anche insignificante nella vita, abbiamo serie difficoltà a considerare le tue parole offensive, non ci hai messo neanche la faccia! Ti nascondi dietro una letterina ina ina, perché mancando di palle , non sei in grado di sostenere ciò che pensi, già questo ci dice abbastanza di te, tra l'altro, mentre noi si vive felici e contenti, tu spendi tempo per metterti lì a scrivere a macchina, imbustare, uscire di casa fino alla posta, spendere dei soldi per un francobollo, per cosa poi? Davvero hai una vita così vuota tanto da utilizzare tempo prezioso dietro a 'due culattoni' come hai precisato nella letterina ina ina, questo forse non denota un po' il famoso 'vorrei ma non posso?' Vedi, quando sei circondato da persone che ti vogliono bene, basta fare le domande giuste alle persone giuste e si scoprono molte cose, arrivare a te, caro coglione, sembra più facile del previsto, a presto".

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La riflessione: "Chi ha scritto deve essere una persona sola, poverino"

"Ho 43 anni - dice Stefano Cadeddu oggi a TorinoToday - e in vita mia non ho mai avuto un problema del genere. Non so neanche io cosa pensare, di fronte a una lettera del genere non posso che pensare che chi l'ha scritta sia una persona sola, poverino. Dal poco che capisco usa un termine, culattone, in voga negli anni '80, quindi forse non è neanche troppo aggiornato. Non denunceremo nessuno. Siamo un locale aperto dal 2011, siamo sempre stati in prima linea per avvicinare il mondo Lgbt a tutto il resto della comunità. Abbiamo partecipato a tutti i pride, siamo un locale che ha un'impronta forte caratteriale dei titolari ma non siamo un locale esclusivo per questo tipo di clientela. Chi viene qui sa dove viene ma la nostra clientela è esattamente quella di tutte le altre pizzerie".

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