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Post di Lercio con riferimento alla tragedia della ThyssenKrupp, indignati i parenti delle vittime e il sopravvissuto

Ma c'è chi difende il giornale satirico

Il post di Lercio che sta scatenando le reazioni dei parenti delle vittime del rogo della ThyssenKrupp e di Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto

"Si addormenta sotto il sole e non si ustiona e la ThyssenKrupp lo assume come operaio" è il titolo di un post del giornale satirico Lercio, pubblicato ieri, giovedì 15 luglio 2021, che si riferisce chiaramente alla tragedia del 6 dicembre 2007 nello stabilimento della multinazionale tedesca dell'acciaio in corso Regina Margherita a Torino, in cui persero la vita sette operai. Per questo i parenti delle vittime si sono indignati e alcuni di loro promettono anche azioni legali.

Tra coloro che non ci stanno c'è anche Antonio Boccuzzi, l'ottavo operaio della linea, unico scampato alla tragedia. "Spesso - scrive su Facebook - ci chiediamo 'ma è Lercio?'. Purtroppo in questo caso è Lercio. 
In tutti i sensi. Penso che a tutto ci sia un limite e magari il limite questa volta sia mio, ma non sono davvero in grado di apprezzare (semmai ce ne fosse) l’ironia o la presunta satira di questa pubblicazione. Vergogna".

"A differenza loro - scrive Alessandro Marzo, figlio di Rocco, la più anziana delle vittime - sono stato dotato di un certo tatto e di una buona dose di educazione... E sì.... perché pare che la tragedia alle acciaierie ThyssenKrupp di Torino sia spunto per vari individui di poco conto e di una bassezza a mio dire spregevole, oggetto di schernimento e mezzo per acquisire visibilità e profitto... Lo stesso profitto che ha portato alla morte mio padre e i suoi giovanissimi colleghi... I suoi ragazzi come li chiamava lui... Stimata pagina Fb Lercio e caro giornalista se così ti ami definire sono indignato, disgustato, arrabbiato, schifato... Ma quale black humor... Non avete la minima idea della sofferenza e della rabbia che ci portiamo dentro... Sul vostro post avete molte persone che vi difendono in nome di una quale satira esista ma per fortuna molte di più che vi chiedono di fare ammenda... Dovete vergognarvi".

Come scrive Marzo, ci sono numerose persone, in queste ore, che stanno difendendo Lercio, sia per la libertà di satira, sia perché il post sarebbe in realtà un attacco deciso all'azienda e non agli operai. Non è di questa idea Massimiliano Quirico, direttore dell'associazione Sicurezza e Lavoro, nata proprio sulla spinta della tragedia della ThyssenKrupp: "È una vergogna - dice - e mi auguro che la polizia postale intervenga per rimuovere la pagina, qualora non venisse fatto autonomamente. È una mancanza di rispetto per le vittime, i loro familiari e i compagni di lavoro, oltre che per le migliaia di persone che ogni anno muoiono o si infortunano sul lavoro in Italia".

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